Di questi tempi, con la scuola in una bolla, ha ancora più senso celebrare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, maestro della Fantasia, morto a Roma il 14 aprile 1980, vincitore nel 1970 del Premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La grandezza dell’autore di ‘Grammatica della fantasia’, uscita nel 1973, non è mai stata in discussione, ma ora entra nei Meridiani Mondadori in due volumi: Opere, a cura di Daniela Marcheschi, e Rodari a colori, a cura di Grazia Gotti, che ripercorre la storia delle edizioni dei suoi testi più celebri, impreziosite dalle tavole di artisti come Verdini, Munari, Altan e Mattotti. Oltre 2 mila pagine in cui lo scrittore delle ‘Filastrocche in cielo e in terra’ e delle ‘Favole al telefono’ ci appare oggi nella sua moderna e sottile complessità.     Riscopriamo il Rodari giornalista, lo è stato fra l’altro per ‘L’Unita”, il ‘Pioniere’ e ‘Paese Sera’ con Einaudi Ragazzi: il graphic novel ‘I sepolti vivi’, illustrato dalla pluripremiata Silvia Rocchi, è tratto da un articolo uscito nel ’52 su Vie nuove che racconta una storia di lotta sindacale, nell’Italia del dopoguerra. Arriva anche ‘Codice Rodari’, una vera e propria opera d’arte che dialoga e applica i principi rodariani, naturalmente giocando, realizzata dall’illustratore Alessandro Sanna, recentemente insignito del Children’s Laureate, cioè per due anni ambasciatore dell’illustrazione italiana per bambini nel mondo. Un capitolo ancora inesplorato della biografia letteraria di Rodari – insegnante elementare per alcuni anni, che ha cominciato a pubblicare i suoi libri per ragazzi a partire dagli anni Cinquanta, ottenendo subito un enorme successo di pubblico e critica con traduzioni in tutto il mondo – riguarda l’enorme e duraturo successo che ha avuto in Urss e ora in Russia. Lo indaga in un saggio Anna Roberti, traduttrice e presidente onorario dell’Associazione culturale Russkij Mir, in ‘Cipollino nel Paese dei Soviet’, che esce il 23 ottobre per Edizioni Lindau. Creato da Gianni Rodari negli anni ’50, Cipollino, nato in una poverissima famiglia di cipolle, in Italia ha avuto una discreta fortuna, per poi finire quasi dimenticato. In Unione Sovietica, invece è diventato famosissimo e Rodari continua a essere lo scrittore italiano più amato. Nel libro anche documenti in parte inediti e una rara intervista in cui Rodari diceva che l’Urss più di altri paesi aveva colto interamente l’aspetto fantastico dei suoi libri.