Sono passati quarant’anni da quel fatidico 23 novembre 1980. Un evento che ha cambiato la storia del territorio campano: un terremoto in Irpinia che ha avuto un effetto devastante in tutta la regione.  Gli echi di questo evento sono ancora presente in segni e ricordi, in crolli e disastri ma anche e soprattutto nella elaborazione che l’arte ne ha realizzato.

La risposta, la proposta di un riscatto forte la diede Lucio Amelio, il gallerista napoletano che, diede un input a trasformare la catastrofe da forza distruttiva in forza creativa: chiamò i più grandi artisti dell’epoca e creò una collezione unica. Parte di essa poi la lasciò alla Reggia di Caserta.

In occasione dei 40 anni, in ricordo di questa forza la Reggia di Caserta si apre ad accogliere pienamente questo dialogo con  il riallestimento di parte delle opere della collezione negli Appartamenti Reali.

Il progetto, avviato dal direttore della Reggia Tiziana Maffei con la collaborazione di Angela Tecce, storico dell’arte già dirigente MiBACT e curatore di mostre di rilievo internazionale, vede l’esposizione di 21 delle 72 opere. Successivamente delle altre. 

LA DISSEMINAZIONE DELLE OPERE
La prima sala, quella degli Alabardieri, ospiterà il primo pezzo “Terremoto in Palazzo” di Joseph Beuys.
Un modo per ricordare, riprendendo il suo testo-proclama, che “ogni uomo possiede il Palazzo più prezioso nella sua testa, nel suo sentimento, nella sua volontà...”. Il percorso proseguirà nella narrazione con il Vesuvius Circle di Richard Long nella Sala del Trono e, tra gli altri, con le opere di Luigi Ontani e Pisani negli ambienti dei corridoi solo di recente riscoperti, di Giulio Paolini nelle stanze decorate del Settecento, di Julian Opie nella Biblioteca Palatina, di Mimmo Paladino nella Sala delle Battaglie della collezione Farnese, di Nino Longobardi nella sala Filippo V, di Robert Rauschenberg nella Sala delle Allegorie per segnare la direzione esatta nel disorientante Palazzo Reale. Si concluderà con Andy Warhol e il suo monito alle istituzioni “Fate presto”, questa volta rivolto al visitatore, quale urgenza a destarsi e a esercitare  il pensiero critico individuale per contribuire personalmente e socialmente ad uscire dalla calamità contemporanea.
 
ANTICIPAZIONI DAI SOCIAL E DAL SITO INTERNET
In attesa di poter riaprire le sue porte al pubblico e di fruire di
Terrae Motus dal vivo, la Reggia di Caserta dedicherà il prossimo week end e l’intera settimana successiva alla mostra per svelarne, giorno dopo giorno, i dettagli. Le opere, la loro collocazione e alcune personalità del mondo dell’arte e della cultura che hanno negli anni contribuito alla lettura, alla conoscenza e alla storia di questo patrimonio, saranno protagonisti di un’intensa attività sui social e sul sito internet istituzionale. Le iniziative sul web, che si apriranno con un videomessaggio del direttore generale della Reggia di Caserta, saranno precedute sabato alle 10.50 su RaiRadio3 nella trasmissione”A3 Il formato dell’Arte” da un dialogo a più voci con Tiziana Maffei, Angela Tecce e l’artista americano formatosi nella galleria di Amelio, Tomas Arana. 

 Terrae Motus è il sogno visionario di un grande uomo che coltivava l’amore, che ispirava, sosteneva e dava vita all’arte – afferma la direttrice  Tiziana Maffei – C’è una stretta analogia tra lui e Carlo di Borbone, il re che riuscì a guardare lontano per la nascita della capitale di un regno. La collocazione delle opere di questa preziosa collezione negli Appartamenti Reali, lungo il percorso museale del Palazzo Reale, è l’inizio di un processo di valorizzazione che ci porterà entro l’anno a restituire con forza il messaggio di Lucio Amelio. Un dialogo costante tra passato, presente e futuro per ricostruire una relazione imperitura con l’arte internazionale”. ​

 
PERCORSO CONDIVISO CON IL MANN
Il 23 novembre, alla programmazione social, si aggiungerà la condivisione congiunta di post con il MANN: alle 13, la Reggia di Caserta presenterà gli scatti dell’Archivio Fotografico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che per la ricorrenza presenta on line la mostra “19.34/ Quaranta anni dopo/La storia in presa diretta. Il MANN proporrà sui suoi canali social alcune immagini del nuovo allestimento di Terrae Motus. La tragedia del terremoto diventa, così, occasione di vicinanza e compartecipazione tra luoghi della cultura.