
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Subbuglio a Palazzo Mayer sulla mobilità di alcuni dipendenti. L’ex assessore lancia l’allarme: «Problema di fiducia per la giunta»
Scafati — Si apre un nuovo fronte a Palazzo Mayer e questa volta il terreno dello scontro sarebbe quello della macchina comunale. Al centro della discussione ci sarebbero alcuni trasferimenti e le relative dinamiche che, secondo le indiscrezioni, starebbero alimentando malumori all’interno degli uffici.
A lanciare il segnale d’allarme è l’ex assessore Raffaele De Luca, che torna ad accendere i riflettori sulle dinamiche interne all’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Aliberti.
«Secondo indiscrezioni che mi giungono da Palazzo Mayer – afferma De Luca – la macchina comunale ha un problema di trasferimenti, alcuni dei quali sarebbero sponsorizzati dalla politica. Una situazione che rischia di creare un serio problema di fiducia alla giunta».
Parole pesanti, che aprono un nuovo capitolo nel confronto politico cittadino. Se le indiscrezioni trovassero conferma, infatti, la questione non riguarderebbe soltanto l’organizzazione interna degli uffici, ma potrebbe avere conseguenze anche sugli equilibri politici dell’amministrazione.
De Luca, dunque, manda un segnale forte alla maggioranza e preannuncia quello che potrebbe diventare l’ennesimo filone capace di creare grattacapi al sindaco Aliberti.
Il quadro delineato dall’ex assessore è quello di una situazione nella quale, da un lato, emergerebbe una giunta alle prese con un problema di fiducia e, dall’altro, ci sarebbe un dirigente scontento. Un mix che potrebbe trasformare una questione apparentemente amministrativa in un caso politico.
Ora resta da capire se Palazzo Mayer chiarirà le modalità e le motivazioni alla base dei trasferimenti e, soprattutto, se esistano effettivamente pressioni o indicazioni politiche nelle scelte organizzative.
Per De Luca, però, il campanello d’allarme è già suonato. E il messaggio al sindaco è chiaro: la gestione della macchina comunale potrebbe diventare il prossimo fronte di tensione della maggioranza.




