La parrocchia accompagna da un secolo la vita della zona rurale e produttiva della città. Dal 6 al 15 settembre dieci giorni di celebrazioni, processioni, tradizioni, musica e gastronomia
Un secolo di fede, devozione e appartenenza. Angri celebra nel 2026 il centenario della fondazione della chiesa di Maria Regina della Pace, conosciuta da tutti come Regina Pacis: un luogo di culto diventato nel tempo un riferimento religioso, sociale e comunitario per un’ampia parte del territorio cittadino.
La chiesa fu edificata tra il 1923 e il 1925, anche grazie alle offerte e al contributo diretto degli abitanti, e consacrata nel 1926. Nacque dopo la Prima guerra mondiale come segno di ringraziamento alla Madonna per il ritorno della pace e per offrire un luogo di culto alle famiglie che vivevano lontano dalle chiese del centro. Nel 1953 divenne ufficialmente parrocchia.
Regina Pacis ha accompagnato soprattutto la crescita della zona delle campagne angresi, storicamente legata all’agricoltura e alle attività produttive rurali che hanno rappresentato una componente fondamentale dell’economia locale. Attorno alla chiesa sono cresciute generazioni di famiglie, mentre il quartiere si è progressivamente trasformato senza perdere il forte legame con le proprie radici.
Il centenario viene celebrato attraverso un intero anno giubilare promosso dalla comunità guidata dal parroco don Antonio Cuomo. Il motto scelto, “…e Pace sia!”, richiama il significato originario della chiesa e assume una forza ancora maggiore nell’attuale scenario internazionale.
Tra i momenti più significativi dell’anno giubilare figura quanto avvenuto alcuni mesi fa in Vaticano, quando la statua della Regina della Pace è stata portata in piazza San Pietro e incoronata da Papa Leone XIV durante l’udienza generale del mercoledì. Un avvenimento storico per la parrocchia e per la città di Angri, che ha rafforzato ulteriormente il legame della comunità con la devozione mariana.
In questi anni don Antonio Cuomo ha saputo consolidare una comunità viva e partecipe attraverso una presenza assidua sul territorio, le numerose iniziative pastorali e sociali e, soprattutto, la volontà di avvicinare e unire i residenti. Un lavoro quotidiano che ha favorito anche la nascita di nuovi gruppi parrocchiali, tra cui le Figlie della Pace, coinvolgendo persone di età ed esperienze diverse nella vita della chiesa e nelle attività rivolte al quartiere.
Il momento centrale del centenario è rappresentato dai solenni festeggiamenti in programma dal 6 al 15 settembre: dieci giorni nei quali liturgia, tradizione popolare, musica e gastronomia si incontrano. L’apertura è stata affidata alla celebrazione presieduta dal vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, con l’intronizzazione della statua e la benedizione della nuova campana.
Particolarmente suggestiva resta la peregrinatio della Regina della Pace. La Madonna raggiunge le diverse zone del quartiere, incontrando le famiglie, gli anziani e quanti attendono il suo passaggio davanti alle proprie abitazioni. È una forma di devozione che porta la parrocchia fuori dalle sue mura e rinsalda il rapporto tra la comunità religiosa e il territorio.
Tra i momenti più sentiti figura il tradizionale passaggio dei bambini e dei fedeli sotto il Manto Stellato della Regina Pacis: un gesto semplice ma carico di significato, vissuto come affidamento alla protezione materna di Maria. Domenica 13 settembre la peregrinatio attraverserà le strade del quartiere fino alla solenne processione serale, con il raduno all’incrocio tra via delle Fontane e via Nazionale.
Il programma comprende anche appuntamenti dedicati ai giovani, la benedizione per l’inizio dell’anno scolastico, la visita alle aziende della zona industriale e la celebrazione conclusiva per gli anziani e gli ammalati. Accanto alle funzioni religiose trovano spazio gli stand gastronomici nell’area dell’ex Scalo Merci, le attività per i bambini, gli spettacoli musicali e gli eventi di intrattenimento.
La festa della Regina Pacis ha assunto negli ultimi anni una rilevanza crescente, richiamando non soltanto gli angresi ma anche numerosi visitatori provenienti dagli altri comuni dell’Agro nocerino-sarnese. Un risultato reso possibile da un’organizzazione capace di coniugare raccoglimento religioso, tradizione, socialità e valorizzazione delle produzioni locali.
Il centenario non rappresenta, dunque, soltanto una ricorrenza ecclesiale. È la celebrazione di una comunità che per cento anni si è riconosciuta nella propria chiesa e nella sua Madonna: una storia nata nelle campagne di Angri e diventata patrimonio dell’intera città.




