
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Salvatore Amitrano, referente del comitato di Futuro Nazionale 549 di Scafati non ci sta e risponde alle polemiche. Dopo essersi rivolto alla nostra redazione ha concesso la seguente intervista:
Salvatore, qual è il suo giudizio sull’ingresso dei due consiglieri comunali di Scafati in Futuro Nazionale?
Non nascondo che il mio primo pensiero sia stato di perplessità. Di fronte a un passaggio politico così importante è normale interrogarsi sulle motivazioni e sulle prospettive. Poi, però, ho preferito fare ciò che dovrebbe fare sempre chi ha a cuore un progetto: confrontarmi.
Ho trovato nei due consiglieri una sincera disponibilità al dialogo e, soprattutto, il rispetto per chi da tempo lavora sul territorio per costruire, con sacrificio e senza clamore, una presenza politica credibile. Questo, per me, ha fatto la differenza.
Se l’obiettivo è mettere insieme esperienze e competenze per portare avanti battaglie concrete nell’interesse della comunità, allora è giusto guardare avanti senza pregiudizi. Le etichette contano poco, contano i risultati. Sarà il tempo, come sempre, a dire se questo passaggio sarà stato una scelta giusta e se produrrà benefici reali per Scafati.
Lei parla da referente di un comitato, nello specifico il 549, che già da tempo lavora sul territorio?
Si. parlo da semplice referente di un comitato che, tecnicamente, non nasce per entrare nelle dinamiche strettamente politiche o nelle logiche di partito. Il compito dei comitati è sempre stato quello di ascoltare il territorio, raccogliere istanze e adesioni facendosi portavoce degli ideali che contraddistingue Futuro Nazionale del Generale Vannacci.
È evidente, però, che la presenza di due consiglieri comunali all’interno di questo percorso può dare maggiore forza e incisività alle idee, trasformando proposte e progetti in iniziative concrete nell’interesse dei cittadini. È un’opportunità che va colta con senso di responsabilità.
Desidero, inoltre, rivolgere un sincero ringraziamento al Coordinatore Regionale Lello Di Capua, verso il quale nutro una profonda stima e un rapporto di assoluta fiducia. Con grande sensibilità istituzionale e garbo politico ha ritenuto opportuno coinvolgerci in questa scelta. Un gesto che non era né scontato né dovuto e che dimostra attenzione, rispetto e volontà di costruire un percorso realmente condiviso.
In queste ore non sono mancate dichiarazioni e polemiche, si parla di consiglieri in prestito. Cosa risponde?
Mi limito a una riflessione molto semplice. Chi interviene in questa vicenda dovrebbe chiarire se parla a titolo personale oppure a nome di un partito. Perché, se parla a nome di un partito, allora il primo problema dovrebbe porselo all’interno della propria casa politica, visto che gli stessi protagonisti siedono nei banchi della maggioranza amministrativa.
Per il resto, non mi appassionano le polemiche costruite ad arte. Le chiacchiere da bar restano chiacchiere da bar e lasciano il tempo che trovano.
La politica è tutt’altro. È confronto serio, è rispetto reciproco, è capacità di costruire, è assumersi responsabilità e lavorare ogni giorno per dare risposte ai cittadini. Noi continueremo a muoverci su questa strada, senza inseguire polemiche e senza perdere di vista l’unico obiettivo che conta davvero: il bene della comunità.





