
Passaggio di consegne al vertice del club cittadino tra il medico Gaetano Tufo e il neo eletto Salvatore Palmese, che traccia la linea del mandato nel ricordo del fondatore Luigi Buffardi
La campana del Lions Club di Pomigliano d’Arco è suonata per Salvatore Palmese. Il tradizionale rintocco ha scandito l’inizio dell’anno sociale 2026/2027, segnando il passaggio ufficiale della presidenza dal medico uscente, il dottor Gaetano Tufo al giovane imprenditore napoletano Salvatore Palmese.
L’avvicendamento giunge al termine di un anno di attività focalizzata sui temi della prevenzione sanitaria e per Palmese, la guida del club arriva esattamente a dieci anni dal suo ingresso nel Leo Club.
«Dieci anni fa entravo per la prima volta in un’associazione di servizio, da Leo — ha dichiarato Palmese nel suo discorso di insediamento —. Ero giovane, pieno di entusiasmo e, se devo essere onesto, capivo solo in parte il valore di ciò a cui stavo aderendo. In quegli anni ho imparato il significato delle parole prima di comprenderne fino in fondo la profondità: servizio, dedizione, comunità. Da Leo a Lions il passo non è solo un passaggio di età anagrafica: è un’eredità che si raccoglie e si rilancia».
Il momento centrale della cerimonia è stato il tributo alla memoria di Luigi Buffardi, socio fondatore del club recentemente scomparso. Una figura chiave che, nel 1970, istituì il Lions Club a Pomigliano, tracciando la strada per i giovani del territorio.
«Luigi è stato Socio Fondatore di questo Club. Ci ha lasciati quest’anno, e con la sua scomparsa abbiamo perso una delle radici da cui questo Club è nato — ha ricordato il neo presidente —. Chi lo ha conosciuto sa quanto la sua dedizione, la sua visione e il suo modo silenzioso e fermo di credere nel servizio abbiano dato forma a ciò che oggi siamo. Non era un uomo di tanti discorsi: era un uomo di fatti. Il modo migliore che abbiamo per onorare la memoria di chi ha fondato qualcosa non è piangerne soltanto l’assenza, ma continuare a costruire ciò che lui ha iniziato a costruire».
Palmese ha poi fissato gli obiettivi del mandato 2026/2027, riassunti nella formula del servire il territorio e costruire comunità.
«Servire il territorio significa, prima di tutto, ascoltarlo – ha sottolineato il neo presidente -, capire di che cosa ha davvero bisogno chi vive a Pomigliano d’Arco e nella nostra area, quali fragilità restano in ombra, quali energie aspettano solo di essere messe in rete. Costruire comunità è la conseguenza naturale di un servizio fatto bene: quando un service è autentico non lascia soltanto un aiuto, lascia un legame. Mette in contatto persone che non si conoscevano, trasforma chi riceve in protagonista».
All’evento hanno preso parte i vertici del distretto, i membri del direttivo e i rappresentanti delle istituzioni locali e della società civile.
Posati i bicchieri sul tavolo e spente le luci, per il Lions Club di Pomigliano d’Arco si apre la nuova stagione targata Palmese, all’insegna della continuità con quello spirito di servizio che ne ha animato il fondatore.







