
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Raffaele De Luca punta il dito contro quella che definisce una vera e propria “ipocrisia amministrativa” nella gestione delle pratiche legate alla ZES a Scafati.
Secondo De Luca, il Comune ha due compiti ben precisi nell’ambito delle richieste di accesso alla Zona Economica Speciale: esprimere il proprio parere sui requisiti dei soggetti richiedenti e riscuotere gli oneri dovuti. Proprio su quest’ultimo aspetto emergono interrogativi che, a suo giudizio, l’amministrazione non può più ignorare.
Ad oggi, risulterebbe che soltanto l’azienda PND sia in regola con il pagamento degli oneri previsti. E tutte le altre aziende? Chi sono gli imprenditori che hanno presentato le richieste? Quali rapporti intrattengono con l’amministrazione comunale? Perché solo il consigliere Gennaro Avagnano ha deciso di denunciare pubblicamente questa situazione? Quali sono i termini previsti per il pagamento degli oneri e quali azioni sono state intraprese nei confronti di chi non ha ancora provveduto?
Sono queste, secondo De Luca, le domande alle quali la città merita risposte chiare e trasparenti. Questioni che riguardano l’interesse pubblico e che incidono direttamente sulle casse comunali, mentre troppo spesso il dibattito politico sembra concentrarsi su problemi che si risolvono nelle stanze del potere e che poco interessano ai cittadini.
La questione assume un peso ancora maggiore se si considera che la maggior parte delle richieste ZES presentate sul territorio riguarda ampliamenti di attività produttive esistenti. Una città che riceve un numero così elevato di istanze non può permettersi di essere miope rispetto al possibile danno economico derivante dal mancato recupero degli oneri dovuti.
Per De Luca, la trasparenza e il rispetto delle regole devono rappresentare una priorità assoluta. Prima di celebrare i vantaggi della ZES, occorre fare chiarezza su chi paga, chi non paga e su quali controlli siano stati effettivamente esercitati dall’amministrazione comunale.





