
Articolo scritto senza Intelligenza artificiale
La saggezza e la Politica: riflessioni sull’integrità e il compromesso. Più vado avanti con l’età, ormai mi approssimo a compiere a dicembre, l’otto dicembre, quarantotto anni, e più mi rendo conto che le persone pulite, le “brave persone”, le “persone perbene”, soprattutto le persone più intelligenti non si candidano in politica, non scendono in politica.
Lo so che gli esseri umani non sono tutti uguali, che ci sono anche brave persone, ma qualcosa mi fa sempre pensare che la rarità di questa gente sia il fattore più eclatante.
Il prezzo del compromesso politico
Vuoi o non vuoi, se fai politica, se rivesti qualsiasi tipo di ruolo istituzionale, devi scendere a compromessi, volente o nolente. Devi sporcarti, devi macchiarti per lo meno. Anche se cerchi di mantenerti nel giusto, politicamente corretto appunto, vieni tirato in ballo in questioni in cui non ci azzecchi per nulla.
Certo, poi mi viene da pensare a persone come Berlinguer. Anche il caro Enrico sarà dovuto scendere a compromessi, ma resta una figura di vero politico, magari non integerrimo, anche lui sarà dovuto scendere a patti, basti pensare al compromesso storico con la DC di Aldo Moro, pur mantenendo ovviamente una coerenza di valori e di prassi.
I grandi della Politica italiana
Scartando quindi la buona pace di personaggi politici del passato, basti pensare anche ad Antonio Gramsci, a Sandro Pertini, non me ne vogliano le persone di destra, ma io vedo politici che incarnano la mia idea pura di politica solo a sinistra.
Detto ciò, ci sono dei personaggi che vogliono apparire brave persone, che cercano di sembrare miti e temperati, moderati e al tempo stesso disponibili al dialogo. Si riempiono la bocca di parole come democrazia, dialogo, condivisione, attenzione ai bisogni, solidarietà, progetti e quant’altro, ma nei fatti dimostrano tutt’altro.
Il pericolo dei falsi moderati
A volte questi personaggi si tradiscono parlando poi da veri e propri despoti, altro che fascisti, quasi nazisti. Questo ovviamente cercano di non farlo trapelare alla stragrande maggioranza dei propri adepti, dei votanti. Ogni tanto capita che se ne escano con delle esternazioni davvero dittatoriali, fuori luogo; anche dai loro sguardi, dalla gestualità questo si evince.
Naturalmente coloro che fanno parte del loro stuolo di politicanti non lo ammetteranno mai. Diranno sempre: “Che cosa dici? È una brava persona, è integerrimo, ti stai sbagliando, parla l’invidia”. Simili esempi di persone apparentemente, in principio ponderate, vedi Benito Mussolini, ne abbiamo avuti diversi nella storia. Poi si sono appunto rivelati dei dittatori sanguinari e beceri antidemocratici.
La mediocrità politica nell’era dei Social
Questo è solo un mio pensiero, ma trova riscontro sempre più spesso nella realtà. Oggigiorno la politica e i suoi aspiranti politicanti sembrano più mediocri di un tempo, in maniera più eclatante. Questo é dovuto all’ abuso dei social, Facebook in particolare, dove anche persone che non sono certo maestri del pensiero moderno si sentono in diritto di poter esprimere opinioni politiche, economiche, sociologiche, non richieste peraltro. Opinioni che fanno un po’ sorridere e un po’ rimpiangere quei pochi statisti che abbiamo avuto in Italia.
La scelta della dignità
Voglio concludere dicendo che le brave persone, quelle in massimo grado intelligenti e pulite, ci pensano non una ma mille volte prima di sporcarsi, come diceva il mio saggio papà, in politica. Sicuramente non lo fanno se non per motivazioni cogenti e ineluttabili.
Nessuno ovviamente ci punta la pistola alla tempia e ci dice “candidati al consiglio comunale, regionale”. Nessuno ci obbliga a fare da prestanome o da leccapiedi di taluno per assicurarci una poltrona, un posto di lavoro o altro.
Per quanto mi riguarda preferisco restare fuori e libera da ogni lusinga politica perché il quarto potere vale più di tutti gli altri messi insieme (affiancandosi ai tre poteri classici della democrazia: legislativo, esecutivo e giudiziario). Dire la verità è ciò che più mi caratterizza e mi rappresenta, oltre a farmi stare bene, dignitosamente bene.
Da Google
Il Quarto Potere
L’espressione, coniata dal politico britannico Edmund Burke nel 1787, si riferisce all’enorme capacità dei media di influenzare l’opinione pubblica e di svolgere una funzione di “cane da guardia” sulle istituzioni, controllando l’operato dei politici e dei tre poteri tradizionali.
Il Quinto Potere
In tempi più recenti, con l’avvento del web e dei social media, il termine “quinto potere” è stato utilizzato per descrivere la rete, i blogger o i cosiddetti influencer. Questo nuovo potere rappresenta un’evoluzione o una frammentazione della comunicazione, che permette ai cittadini di diffondere informazioni e formare opinioni bypassando i canali di informazione tradizionali.








