
Un palco, una storia lunga cinquant’anni
Mistero Buffo di Dario Fo è uno di quegli spettacoli che esistono da decenni e non invecchiano mai.
Andò in scena per la prima volta all’Università di Milano, e da allora non ha mai smesso di girare il mondo, di far ridere, riflettere, indignare.

Venerdì 15 maggio il Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore ospita Giullari, l’omaggio che la Compagnia Artenauta Teatro ha costruito attorno a quell’opera straordinaria, nell’ambito della rassegna “L’Essere E L’Umano” X Edizione 2026.
Dario Fo e Franca Rame: una coppia, un teatro, una rivoluzione
Dario Fo non si capisce davvero senza Franca Rame,; infatti lei è un’attrice di razza, lui un drammaturgo e giullare moderno, insieme hanno fatto del teatro uno strumento politico e popolare, lontano dai salotti borghesi e vicino alla gente comune.
Li definisco anime geniali, essi fondarono il Collettivo Teatrale La Comune a Milano, uno spazio che divenne punto di riferimento per il teatro alternativo italiano degli anni Settanta.
Ho visitato quei luoghi milanesi con una certa emozione, pochi anni fa, e sia dentro che fuori vi è qualcosa di palpabile nell’aria, una memoria viva che non si dissolve, come se qualcosa di ciò che è stato detto lì dentro, di chi ha osato usare la risata come arma, non sia mai svanito.
Nel 1997, Dario Fo riceve il Premio Nobel per la Letteratura e la motivazione è perfetta: “seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi“. Franca Rame, che di quella carriera fu colonna silenziosa e protagonista assoluta, non ebbe mai il riconoscimento che meritava in vita, ma chi la conosce, sa quanto valga.

Mistero Buffo: quando il popolo ride del potere
Mistero Buffo è un’opera unica nel suo genere è mai come oggi casca a pennello!
Monologhi che attingono ai vangeli apocrifi, a leggende medievali, a racconti popolari sulla vita di Gesù, il tutto recitato in grammelot, una lingua reinventata, universale, che supera ogni barriera. Il primo irriverente miracolo di Gesù bambino, la ribellione di Maria sotto la Croce, Bonifacio VIII che Dante mette all’inferno: insomma, storie di oppressori e oppressi, raccontate con ironia feroce ed ilarità contagiosa.
Nel 1977 la Rai mandò in onda lo spettacolo e il Vaticano lo condannò: denuncia per vilipendio della religione, miente di tutto questo fermò Fo. (Così come nulla ha potuto mai fermare il geniale programma televisione di Rai3, Blob, ideato da Enrico Ghezzi)
Spero di non doverlo più spiegare: la satira non ha nulla a che fare con la denigrazione, non nasce dalla cattiveria e non punta a ferire. Semmai, spesso non deve nemmeno faticare troppo, perché c’è chi si deride già da solo, mettendosi in bella mostra, esibendo il potere come se fosse un costume di scena.
La satira si limita ad accendere la luce
Dario Fo lo sapeva bene e sapeva anche un’altra cosa: chi non riesce a ridere di se stesso non ha ancora capito davvero il senso della risata, né forse, quello della vita. Il giullare medievale non era un villain, bensì uno specchio. Quindi egli rifletteva il re, il vescovo, il prepotente di turno e il pubblico rideva perché si riconosceva, capiva, per un momento si sentiva meno solo.
Ecco perché Mistero Buffo torna sempre, dato che quel meccanismo non si rompe mai.
Lo spettacolo: il regista Antonello Ronga racconta
La regia è di Antonello Ronga, con l’aiuto regia di Simona Tortora, le luci di Peppe Petti e le coreografie di Fortuna Capasso. L’opera è liberamente ispirata a Mistero Buffo e porta in scena la Compagnia Artenauta Teatro in tutta la sua forza.
Ronga descrive così la visione: «Il nostro Mistero Buffo affonda le radici in un Medioevo che poi lontano da noi non è, e ne porta fuori dei significati profondi, ma raccontati da spensierati giullari. In questa storia l’ oppresso non avrà la peggio, il sacrificio del Cristo sarà esempio per tutti gli oppressi, di questo grande mistero che si chiama vita».

Un applauso speciale per Simona Tortora
Consentitemi un’ ultima chiosa.
Non si può parlare di Artenauta Teatro senza nominare Simona Tortora, direttrice artistica, regista, anima di questa compagnia. Anche stavolta la sua mano è presente, discreta e precisa, dietro ogni scelta. È il tipo di artista che lavora con cura autentica, che resta sveglia la notte ed ha ispirazioni nel buio, ascoltando il suono di un ruscello o abbracciando una vecchia amica, che costruisce rassegne con una visione chiara e coerente.
“L’Essere E L’Umano” è giunta alla sua decima edizione proprio grazie alla sua rinomata tenacia e merita ogni riconoscimento.
Dove e quando
Teatro Comunale Diana — Nocera Inferiore (SA)
Venerdì 15 maggio 2026, ore 20.45
Rassegna L’Essere E L’Umano X Edizione — a cura di Artenauta Teatro
📧 infoartenautateatro@gmail.com
📞 3205591797 / 3287892486
Organizzazione: Giuseppe Citarella
Ufficio Stampa: Davide Speranza — 3397263428







