
Trovo deprecabile, oltre che politicamente ed istituzionalmente incomprensibile, che chi ricopre ruoli pubblici si erga a paladino della correttezza istituzionale proprio nel momento in cui dimostra di non rispettarla.
Ascoltare parole intrise di vittimismo e falso pietismo, pronunciate davanti ad una platea composta in gran parte da ragazzi delle scuole medie, è qualcosa che va ben oltre la scorrettezza politica.
Detto questo, vengo ai fatti. Ritengo che debba essere spiegato, da chi di dovere, pubblicamente, con chiarezza e senza ulteriori rinvii, il motivo per cui le legittime richieste delle famiglie, degli alunni e della dirigenza della Fresa Pascoli continuino a restare senza risposta. Non esistono scuole di serie A e scuole di serie B, come non esiste un elettorato di serie A e cittadini di serie B. La lealtà istituzionale verso le famiglie e verso la scuola non è facoltativa.
L’origine della vicenda: una dichiarazione e i fatti che la smentiscono
Il 29 agosto 2025, il Sindaco pubblicava un post su Facebook nel quale affermava che tutte le aule a tempo prolungato e gli spazi mensa del territorio risultavano climatizzati. Una dichiarazione pubblica, precisa, che lasciava intendere un problema risolto.
Nella realtà, i condizionatori nelle aule del tempo prolungato della scuola secondaria di primo grado Fresa Pascoli non erano mai stati installati. Insieme alla Presidente del Consiglio d’Istituto Ida Barone e alla consigliera Luigina Normando, la signora Iolanda Oliva ha richiesto chiarimenti all’assessore competente.
La risposta iniziale fu che il plesso sarebbe stato oggetto di lavori di ristrutturazione e che, per questo motivo, l’installazione dei climatizzatori era stata rinviata. Una spiegazione che, per quanto discutibile, aveva almeno una sua logica interna.
La ristrutturazione che non si farà più
Nel corso di un successivo incontro con il Dirigente scolastico, il Sindaco ha comunicato che i lavori di ristrutturazione non sarebbero più stati realizzati.
A quel punto, in qualità di Vicepresidente del Consiglio d’Istituto e rappresentante di una classe a tempo prolungato, e in accordo con le altre rappresentanti del tempo prolungato, Iolanda Oliva ha formalizzato la richiesta affinché anche gli studenti della scuola secondaria potessero beneficiare degli stessi impianti già garantiti ad altri plessi del territorio comunale, una richiesta di equità, non di privilegio.
Una disparità che non si può più giustificare
Gli alunni del tempo prolungato restano a scuola anche nelle ore pomeridiane ed hanno diritto alle stesse condizioni di vivibilità e benessere garantite ai loro coetanei negli altri plessi. Continuare a negargli questo significa creare una disparità di trattamento tra studenti dello stesso istituto e dello stesso comune che non trova alcuna giustificazione logica, né amministrativa, né tantomeno etica.
Nel medesimo post del 29 agosto, il Sindaco citava 13 climatizzatori installati presso il plesso Settembrini. Considerato il numero limitato di classi a tempo pieno presenti in quel plesso, la vicepresidente del CdI ha richiesto chiarimenti sulla reale distribuzione degli impianti e sui criteri adottati, anche rispetto alla previsione originaria che li destinava alle sole aule del tempo pieno e ai locali mensa.
Nello stesso comunicato veniva menzionato anche il plesso Marco Polo, con l’installazione di due climatizzatori. Sulla base dell’organizzazione scolastica attuale, però, le sezioni dell’infanzia si trovano al plesso di Portaromana e non risultano classi primarie a tempo pieno in quel plesso: anche su questo punto servono risposte concrete.
Tre richieste formali. Nessuna risposta.
Il preside ha inviato una richiesta formale il 3 marzo, la signora Oliva ha personalmente sollecitato riscontro il 23 aprile e il 7 maggio, tuttavia ad oggi, nessuna risposta ufficiale, nessuna indicazione concreta sugli interventi previsti.
Di fronte a questo silenzio, si é ritenuto necessario trasmettere la segnalazione all’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e alla Prefettura di Salerno, affinché venga verificata la situazione e garantita la dovuta attenzione ad una problematica che incide direttamente sul benessere degli studenti. Della questione sono inoltre stati informati i consiglieri di minoranza tramite PEC, nell’interesse della massima trasparenza istituzionale.
Una questione di dignità, non di politica
Questa vicenda non nasce da polemiche politiche e non ha nulla a che fare con logiche di schieramento, bensì dall’esigenza di garantire pari dignità e pari condizioni a tutti gli studenti, senza distinzioni di plesso, di orario o di convenienza amministrativa.
Pertanto si continuerà a sollecitare risposte con determinazione e senso di responsabilità, nella convinzione che il benessere degli alunni non possa restare confinato nei comunicati stampa, ma deve tradursi in fatti concreti, in tempi certi, in risposte che le famiglie meritano.
Dulcis in fundo
Voglio che sia chiaro una volta per tutte.
Chi scrive non è un’odiatrice, né una persona arrabbiata che ce l’ha con qualcuno in particolare. Dalla ragione non è giusto rischiare di passare al torto.
Quello che non riesco ad accettare, e che continuerò a dire senza mezzi termini, è un modo di pensare e di agire che non rispecchia né il buon gusto né una buona amministrazione della cosa pubblica.
Qui non si scherza. Il giocattolo è finito nelle mani sbagliate, e l’incompetenza, a lungo andare, presenta sempre il conto.
Le promesse e la realtà
Non tutti riescono ad essere così ingenui da credere ciecamente alle belle parole dei progetti e delle opere realizzate finora, congrue al mandato elettorale ed al programma.
I fatti parlano da soli: la biblioteca è ancora chiusa al pubblico, le scuole non vengono trattate tutte allo stesso modo, con disparità evidenti che pesano sulle famiglie e sugli studenti, un vero sportello per indirizzare giovani e meno giovani al lavoro non è stato creato, le strade sono in condizioni pietose e le terre incolte sempre più pericolose, i sensi unici del tutto sbagliati e continuano a creare disagi quotidiani, la fontana nella piazzetta Filauro è stata demolita e la cittadinanza non ha mai ricevuto una comunicazione ufficiale su cosa verrà fatto al suo posto.
Ad oggi nessuno sa nulla e non mi preoccupa solo l’ incompetenza ” goliardica” di certa gente, ma soprattutto una visione unilaterale del potere. Infatti non è solo la mancanza di competenza tecnica ed amministrativa; il problema più profondo è una visione della politica che tende al monologo, che fatica ad ascoltare, che non ammette confronto e tratta la cosa pubblica come un affare privato.
Una gestione unilaterale e dittatoriale della politica locale non fa bene a nessuno, né a chi governa, né soprattutto a chi vive e lavora in questo territorio.
Nessun odio. Solo fatti.
Chi solleva queste questioni non lo fa per rancore personale, ma perché ha il diritto e il dovere di farlo.
La critica alla cattiva amministrazione non è un atto ostile, bensì l’esercizio più elementare della cittadinanza attiva.
Questa è una constatazione dei fatti. Nient’altro.
https://www.facebook.com/reel/980879357983707/?mibextid=rS40aB7S9Ucbxw6v









