
Letteralmente una vita salvata e una tragedia evitata. Un episodio che pone l’attenzione su quanto sia fondamentale l’ausilio di strumentazioni di primo soccorso in luoghi pubblici. In diversi precedenti, invece, si è consumata la tragedia.
Lunedì sera presso il Campo Sportivo “Santa Teresa” in Via Passanti, durante la gara del noto format di calcio amatoriale “Torneo Over 40”, per un attimo si è temuto il peggio. Circa al 22′ del primo tempo della gara Bar Alba – Scafati Soccer, un’atleta della squadra dell’iconico bar scafatese, ha avuto il tempo di fare due passi all’indietro per poi sbattere improvvisamente a terra.
Negli attimi che sono seguiti si è scatenato tensione e panico da parte dei presenti. Il giovane disteso sul perimetro di gioco è parso in uno stato di perdita dei sensi, irrigidito, subito dal colorito violaceo e dalla lingua contratta. Soltanto la freddezza del titolare della struttura, Antonio Freno e l’intervento di due infermieri (Alfonso e Attilio), in veste di atleti della squadra avversaria, hanno evitato il peggio.
La testimonianza dello stesso Freno, titolare e organizzatore della manifestazione sportiva, ci fa capire quanto sia importante essere muniti di un defibrillatore DAE. Proprio grazie a tale dispositivo medico salvavita è stato possibile rianimare il malcapitato dall’arresto cardiaco, di questo si è trattato.
Racconta Freno, ancora scosso – “La prima cosa che ho pensato è stata correre a prendere il defibrillatore. Abbiamo seguito le procedure e quando la spia verde indicava di dare la scarica, l’ho fatto! Quando l’atleta e amico è rinvenuto è stata una sensazione indescrivibile” – Il giovane è stato, poi, trasportato da un’ambulanza, prontamente accorsa sul posto, all’ospedale di Nocera dove tutt’ora è sotto osservazione.
Dietro questo evento si nasconde una storia che ha il sapore del destino e che ha reso possibile un lieto fine. Anni prima, proprio al campo sportivo Santa Teresa, di cui è anche gestore, il padre di Antonio Freno fu colpito da un infarto. In quel momento, però, non c’era alcun defibrillatore a disposizione, e quell’assenza lasciò un segno profondo.
Da quel giorno, Antonio fece una promessa a sé stesso: fare tutto il possibile per proteggere la vita dei suoi atleti e clienti. Senza esitazione, organizzò un corso di formazione sul primo soccorso e sull’utilizzo dei dispositivi salvavita. Poi, con determinazione, installò nella sua struttura un defibrillatore di ultima generazione, trasformando un dolore del passato in un gesto concreto di prevenzione e speranza.
Dunque, oggi più che mai, in seguito a questo episodio, Antonio Freno intende sensibilizzare colleghi e affini sull’importanza di mettersi in regola su quello che sarebbe anche un obbligo, non solo morale – “Me lo promisi per mio padre e oggi rafforzo questo mio pensiero. Amici e colleghi: non sottovalutiamo l’importanza di tutelare i nostri clienti e investiamo sulla sicurezza di essi!” –





