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Il Dott. Marco Ferretti è un rinomato chirurgo plastico e medico estetico, ma ciò che lo contraddistingue maggiormente è la sua consolidata esperienza in chirurgia generale, maturata fin da giovanissimo “in trincea” nei più complessi pronto soccorso del territorio campano. Tra le emergenze mediche più frequenti, capaci di causare nei pazienti un dolore acuto e un forte stato di agitazione tale da richiedere un accesso urgente in ospedale, spicca la colica biliare.Dottor Ferretti, di che tipo di affezione si tratta? “La colica biliare si manifesta con un dolore addominale acuto, localizzato principalmente sul fianco destro e all’ipocondrio destro. È una problematica spesso legata alla colecisti (o cistifellea), una piccola sacca posizionata sotto il fegato con il compito di immagazzinare la bile e rilasciarla nel primo tratto dell’intestino durante i pasti, facilitando così la digestione e l’assorbimento dei grassi.”Lo stato di salute di quest’organo è dunque legato all’alimentazione? “Esatto. Per mantenerlo in salute è fondamentale adottare uno stile di vita sano, consumare cibi di alta qualità, rispettare le porzioni e la regolarità dei pasti, oltre a garantire all’organismo una corretta e costante idratazione.”Qual è il regime alimentare ideale per prevenire e curare la colica biliare? “Il paziente soggetto a questa patologia, che spesso ha anche un’origine genetica, deve evitare specifici alimenti. In primis latte e derivati, uova, caffè, cibi ricchi di grassi, spezie e piatti elaborati, poiché possono scatenare l’infiammazione e provocare la colica. Inoltre, è vivamente consigliato astenersi da alcol e fumo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno.”Quali sono i rischi legati alla presenza di calcoli nella colecisti? “La complicanza più grave è la pancreatite, ovvero l’infiammazione del pancreas. Essendo l’organo più delicato del nostro apparato digerente, un’eventuale infiammazione richiede un trattamento tempestivo e adeguato per evitare conseguenze severe.”Quali esami diagnostici suggerisce in questi casi? “Oltre a un’accurata visita clinica con uno specialista, è opportuno sottoporsi a un’ecografia dell’addome completo. Se il quadro clinico lo richiede, l’indagine può essere approfondita con una Colangio-RM (Risonanza Magnetica) con mezzo di contrasto.”Dottor Ferretti, quali sono i percorsi terapeutici per risolvere questa patologia? “Inizialmente si ricorre a un’adeguata terapia farmacologica. Se il problema sussiste, si procede con l’intervento chirurgico di asportazione della colecisti. Oggi si opera prevalentemente in laparoscopia, una tecnica mininvasiva che prevede micro-incisioni sulla parete addominale per introdurre una telecamera e gli strumenti chirurgici. Questa metodica sostituisce l’intervento tradizionale a ‘cielo aperto’ – senza dubbio più invasivo e oggi riservato solo a specifici casi di urgenza – pur mantenendo gli stessi intrinseci rischi chirurgici e le stesse tempistiche di decorso. Recentemente si sta diffondendo molto anche la chirurgia robotica, che in futuro potrebbe diventare il nuovo gold standard. È bene però ribadire che l’asportazione della colecisti, a prescindere dalla tecnica utilizzata, resta un’operazione delicata.”Come si affronta il decorso post-operatorio? “È indispensabile seguire una dieta sana ed equilibrata, mantenendo le stesse restrizioni alimentari indicate per la fase pre-operatoria. In questo percorso è utile affidarsi non solo alle indicazioni del proprio chirurgo, ma anche a un nutrizionista esperto e scrupoloso. Le ‘diete fai da te’ sono assolutamente dannose e vanno eliminate dalle proprie abitudini.”








