
Per oltre vent’anni alla guida dell’AGI in Campania, ha saputo coniugare rigore professionale e profonda identità culturale, lasciando un’impronta indelebile su intere generazioni di cronisti
Dagli esordi palermitani alla guida dell’AGI in Campania
Originario di Belmonte Mezzagno, nel palermitano, Ciancimino aveva mosso i primi passi nel giornalismo d’assalto della Palermo degli anni Sessanta, una città che in quel decennio vibrava di fermenti politici e culturali profondi. La gavetta nella stampa siciliana gli aveva forgiato uno stile diretto, attento ai fatti, radicato nella concretezza della cronaca quotidiana.
Dopo una parentesi come capo ufficio stampa della compagnia aerea Ati, la svolta professionale arrivò nel 1972. Quell’anno assunse la guida dell’agenzia AGI in Campania, un incarico che avrebbe ricoperto per oltre vent’anni, fino al 1995. In quel lungo periodo fu il motore dell’informazione regionale: gestì con equilibrio e tempismo il flusso incessante di notizie in una terra complessa, segnata da tensioni politiche, emergenze sociali e trasformazioni rapide.
Etica professionale e separazione netta tra convinzioni e dovere di informare
Cresciuto nell’alveo della destra sociale ai tempi di Giorgio Almirante, Ciancimino è stato l’esempio vivente di un’etica professionale oggi rarissima. La capacità di scindere nettamente l’appartenenza politica dal dovere di informare fu la sua cifra distintiva, riconosciuta trasversalmente da colleghi di ogni orientamento.
Nelle sue direzioni e nei suoi articoli non c’era spazio per la propaganda. Le convinzioni personali restavano un fatto privato; la notizia era invece un bene pubblico da trattare con rispetto assoluto per la verità. Una lezione di onestà intellettuale che lo rese stimato sia dagli alleati politici sia dagli avversari.
Il pensionamento attivo: Cava de Tirreni, Telecolore e Informazione Salernitana
Dopo il pensionamento, Ciancimino non aveva mai appeso la penna al chiodo. Trasferitosi a Cava de’ Tirreni, era diventato un punto di riferimento stabile per il giornalismo salernitano. La collaborazione con Telecolore gli permise di restare in contatto con l’attualità regionale attraverso un mezzo diverso dalla carta stampata, adattandosi con curiosità ai cambiamenti del panorama mediatico.
Nel 2011 fece un passo ulteriore, lanciando il portale Informazione Salernitana. In un’epoca in cui il giornalismo digitale locale faticava a trovare bussola e qualità, il suo nome fu garanzia di serietà. Fino agli ultimi giorni aveva continuato a offrire le proprie analisi lucide sulle colonne di Ulisse online, dimostrando che la curiosità intellettuale non ha data di scadenza.
Il lascito formativo: i seminari di giornalismo per le nuove generazioni
Il contributo più duraturo di Eugenio Ciancimino al mondo dell’informazione campana è forse quello silenzioso, trasmesso in aula agli studenti dell’istituto Della Corte-Vanvitelli. Qui tenne numerosi seminari di giornalismo, portando ai giovani non solo le tecniche del mestiere ma soprattutto il valore del rispetto per la verità come fondamento irrinunciabile del lavoro giornalistico.
Insegnare il giornalismo con la propria biografia come esempio era la sua forza. Non c’era teoria che reggesse il confronto con settant’anni di esperienza vissuta in redazione, tra agende, telefoni, notizie da verificare e scadenze da rispetta
Il cordoglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania
La notizia della scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo dell’informazione regionale e nazionale. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha espresso il cordoglio dell’intera categoria ricordandolo come un collega scrupoloso e generoso, due aggettivi che sintetizzano bene una carriera intera.
La mattina seguente alla notizia, durante un convegno di formazione a Salerno, l’aula si è fermata per un minuto di silenzio. Un omaggio sobrio e corale, degno di chi aveva fatto della sobrietà uno stile di vita professionale.








