
Ieri sera al PalaMangano, doveva essere una serata di festa, celebrando l’ennesimo successo dello Scafati Basket, promosso nella massima serie cestistica. Invece, si è tramutata in uno spettacolo deplorevole che ha spaccato in due una comunità.
Patron Longobardi, evidentemente, aspettava il momento giusto. Effettivamente lo ha fatto in maniera senz’altro spettacolare, a discapito della forma, questo è poco ma sicuro. E dunque, quale miglior momento se non nella sua dimora e con i suoi fedelissimi presenti?
Aliberti con l’amministrazione tutta, si è presentata al PalaMangano pensando di partecipare a una serata celebrativa fin quando il sindaco ha guadagnato il palco. Lì ad attenderlo, il noto imprenditore conserviero, figura potente della città, ma in tal caso presidente dello Scafati basket.
Pochi scambi di battute, fin quando non si finisce a parlare della struttura di Via Della Gloria. Da quel momento, Longobardi incalza, con toni ai limiti del vetriolo, Aliberti, il quale si trova spiazzato se non imbarazzato. I lavori al PalaMangano – “Mi servono entro quindici giorni, non fra mesi!” – (questo pare che abbia detto). Il sindaco prova a spiegarsi, parla dei 3 milioni dei fondi PRIUS, ma ormai la situazione è incandescente e dagli spalti volano fischi e cori.
Longobardi è un vulcano, certo non è nuovo a certe escandescente, va sotto la curva a sfogarsi, ma soprattutto con un certo fare da due ex amici al bar, affronta Aliberti stringendolo dal collo al suo volto e sussurrandogli Dio solo sa cosa. Tutte azioni documentate da videoclip che stanno girando ovunque.
Aliberti, proprio in queste ore ha rivelato – “Quelle parole che mi hai sussurrato alle orecchie sono violente! Non è questo il linguaggio da usare da un uomo delle istituzioni a un uomo delle istituzioni” – Il sindaco rincara, e non sappiamo se sia una provocazione – “Faremo di più della Scafatese: il PalaMangano te lo regaliamo a 1 euro!” –
Episodio gravissimo che si è ripercosso inevitabilmente sul tessuto sociale scafatese. La reazioni di Longobardi è chiara e avviene proprio dopo l’avvenuta concessione della gestione dello stadio a Romano. La crepa fra calcio e basket si è riaperta. Una rivalità che sembrava potersi avviare verso un connubio sereno, invece propri i rappresentati hanno guastato l’aria che tirava.
A Scafati gli equilibri di potere stanno scricchiolando non poco, e l’episodio di ieri è sintomatico. Longobardi, Aliberti, Romano: dovranno imparare a convivere uno con l’altro, viceversa il prezzo da pagare è troppo alto e non conviene a nessuno.






