
Le voci su certe recenti assunzioni, in materia riscossione tributi e non solo, sono materia di pubblico dibattito di piazza da tempo. Ma qui vogliamo parlare d’altro, dell’eco che ha avuto la vicenda dei “cafoni” di via Libroia,gente stagionata, che lavora (si fa per dire) da un bel po di anni alle carte d’identità… Nel Ventre della questione, entra una confessione di chi ha un altro ruolo a via Libroia ma che candidamente confessa: “In quell’ufficio ne succedono di tutti i colori, in tanti si sono lamentati in passato, l’episodio di ieri porta a galla tutto quel che s’era intuito da tempo. Se episodi del genere si ripetono, addirittura alzando la voce per cacciare da un pubblico edificio una persona che s’era lamentata di una presunta ingiustizia, vuol dire che chi lavora nell’ufficio in questione è sicuro di avere le spalle coperte. Per fortuna sono isolati dal contesto di via Libroia, ho visto accorrere gente che ha espresso solidarietà a chi ha dovuto sopportare la palese ingiustizia di ieri”. Ma come è possibile che una persona venga ricevuta, senza vera prenotazione (magari con una firma posticcia) da un ufficio alle ore 15,3o di un martedì (apertura alle 16 solo su prenotazione) al solo dire “Mi manda Giuseppe Della Porta” e che un’altra, senza raccomandazione, venga messa alla porta e successivamente aggredita verbalmente dal trio Lescano ? E com’è possibile che un ufficio di importanza fondamentale resti aperto di mattina solo nei giorni dispari e di pomeriggio dei giorni pari solo su prenotazione ?








