
Non sarò né parziale da milanista, né tanto meno nostalgica dei tempi che furono, perché i brogli arbitrali ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
Basti pensare alle denunce fatte platealmente da Diego Armando Maradona riguardo al favoreggiamento di una squadra a discapito di altre in una celeberrima intervista che é rimasta nella storia del calcio sia per le parole pronunciate che per lo sguardo emblematico del Pibe de oro.
Il caso Rocchi è solo l’ennesimo polverone che viene alzato e sul quale spero si faccia al più presto chiarezza, perché il calcio non deve essere “demolito” da queste ignobili faccende.
Chi è Gianluca Rocchi e perché adesso tutti parlano di lui
Gianluca Rocchi non è un nome nuovo per chi segue la Serie A.
Ex arbitro internazionale, dal 2021 è designatore della CAN A e B. Tradotto: è lui che decide chi arbitra e chi sta al VAR ogni domenica. Rocchi è quello che dovrebbe garantire equilibrio, serenità, competenza. Peccato che dal 25 aprile 2026 il suo nome sia finito sui registri della Procura di Milano per concorso in frode sportiva.
La notizia ha fatto il giro del web in tre minuti netti. Sky Sport, Gazzetta, Corriere: tutti con lo stesso titolo. “Rocchi indagato”. Social impazziti tra insulti, meme con i clown e la solita caccia al colpevole.
L’autosospensione: quando ti togli da solo prima che lo facciano gli altri
Il colpo di scena vero arriva poche ore dopo l’avviso di garanzia. Rocchi si è autosospeso dal ruolo con effetto immediato. Lo ha comunicato lui, d’accordo con l’AIA, “per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità”.
Parole sue: “Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima”.
Sarcasmo a parte, sembra la classica mossa di chi sa che l’aria si sta facendo pesante. Autosospensione suona meglio di sospensione, come a dire ti levi di mezzo, fai il nobile, e intanto eviti che ogni fischio del weekend venga letto con la lente del “chissà cosa ha ordinato Rocchi”.
Il dettaglio che fa alzare il sopracciglio alla Carletto Ancelotti é che si è autosospeso anche Andrea Gervasoni, supervisore VAR, anche lui indagato. Quando in due si fanno da parte nello stesso giorno, il malanimo non è solo un sospetto bensì qualcosa di più serio.
Di cosa è accusato Rocchi: le tre partite sotto la lente
La Procura contesta tre episodi specifici, tutti legati alla stagione 2024-2025:
1) Bologna-Inter, 20 aprile 2025. Designazione pilotata. Rocchi avrebbe scelto Andrea Colombo perché “gradito” all’Inter.
2) Coppa Italia, semifinale 2 aprile 2025. Gestione arbitri. Avrebbe tenuto fuori Daniele Doveri dalla finale per favorire l’Inter.
3) Udinese-Parma, 1 marzo 2025. Pressioni sul VAR. Da supervisore VAR, avrebbe spinto Daniele Paterna a chiamare l’On-Field Review per dare rigore a Udinese.
Rocchi si è difeso subito: “Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura”. Intanto l’interrogatorio di garanzia è fissato per il 30 aprile.
“Rigore è quando arbitro fischia”: il Boskov-pensiero torna sempre utile
Mi vengono in mente frasi sugli arbitri, delle citazioni peculiari ed imperiture degli anni in cui ho iniziato ad amare e a seguire il calcio, cioè la metà degli anni 80. Mi ricordo le parole del grande, immenso Vujadin Boskov che dava pieno potere all’arbitro dicendo “Rigore è quando arbitro fischia”. Punto. Fine della discussione.
Quarant’anni dopo siamo ancora lì: cambiano le tecnologie, arriva il VAR, ma il sospetto resta identico, solo che oggi l’arbitro non fischia più da solo. Dietro c’è una catena di designatori, supervisori, slide, audio. Più gente, più polveroni, più mediaticitá e tecnologia a go-go.
Cosa succede adesso: indagini, AIA e il fantasma di Calciopoli
L’indagine è in mano alla Procura di Milano, come anzidetto, e punta a capire se ci siano state pressioni e interferenze nelle decisioni arbitrali.
Il paragone con Calciopoli è già partito su tutti i social.
Sul fronte sportivo, l’AIA ha preso atto dell’autosospensione di Rocchi. Il vicepresidente vicario Francesco Massini gestirà la designazione fino a nuovo ordine. Il campionato va avanti, ma con il designatore indagato e il VAR sotto accusa la credibilità del sistema è appesa a un filo.
Rocchi dice che ne uscirà “indenne e più forte di prima”.
I tifosi, su Instagram, rispondono a colpi di “tornerò più forte” scritto in maiuscolo e condito da emoji pagliaccio. Il clima è questo.
Semplificando il tutto: è davvero una sorpresa?
No. Il calcio italiano e gli scandali arbitrali viaggiano insieme da sempre; cambiano i nomi, restano i meccanismi. Un designatore che si autospende fa notizia, certo; infatti se sei davvero sereno, aspetti che la giustizia faccia il suo corso restando al tuo posto. Invece se ti fai da parte, il messaggio che passa è un altro.
La vicenda Rocchi andrà chiarita in fretta, non per salvare Rocchi, o l’Inter, o il Milan, ma perché ogni domenica ci sono 22 ragazzi che corrono, milioni di persone che guardano un pallone che dovrebbe rotolare senza il peso dei tribunali.
Si faccia chiarezza una volta per tutte e se qualcuno ha sbagliato, se c’è malafede, paghi, dato che per molti di noi ” il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti ” . ( Cit. Arrigo Sacchi )
Annalisa Capaldo







