
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Il sindaco di Scafati PASQUALE ALIBERTI ha ufficializzato un nuovo rimpasto di giunta, segnando una fase politica diversa per l’amministrazione comunale. La ridefinizione dell’esecutivo arriva in un momento cruciale, con l’obiettivo di rafforzare l’azione amministrativa e dare maggiore stabilità alla maggioranza.
La nuova giunta è così composta: Teresa Formisano assume il ruolo di vicesindaco con deleghe a Politiche sociali, Personale e Cimitero; Diego Chirico si occuperà di Bilancio, Tributi, Avvocatura e Contenzioso, oltre all’esternalizzazione del patrimonio comunale; Teresa Cirillo guiderà Polizia municipale, Sicurezza e Videosorveglianza, insieme alla Consulta delle associazioni e alla Villa comunale; Alfonso Di Massa avrà competenze su Urbanistica, Pip, Sue e Suap, oltre alle Politiche agricole e agroalimentari; Antonella Di Palma seguirà Cultura, Biblioteca, Sanità, Pubblica istruzione, Ambiente (ciclo integrato dei rifiuti), Politiche giovanili e Canile municipale; Giovanni Di Palma sarà responsabile di Lavori pubblici, Sport, Manutenzione strade e Immobili comunali; infine Michela Rastelli si occuperà di Piano viario, Piano parcheggi, Protezione civile, Innovazione tecnologica, Verde pubblico, Pubblica illuminazione e Società partecipate.
Due sono gli elementi che emergono con forza da questa nuova composizione. Il primo è la netta prevalenza femminile: la maggioranza degli assessori è composta da donne, un segnale politico significativo che punta a valorizzare competenze e sensibilità diverse all’interno dell’azione amministrativa. Il secondo riguarda il quadro politico: la nuova giunta nasce infatti anche da un riassetto degli equilibri con Fratelli d’Italia, a conferma di nuovi accordi che hanno contribuito alla definizione dell’attuale assetto.
Il rimpasto rappresenta dunque non solo una redistribuzione delle deleghe, ma anche un passaggio politico rilevante, che potrebbe incidere sulle scelte strategiche dei prossimi mesi e sul futuro amministrativo della città. Resta però un interrogativo destinato ad accompagnare questo nuovo corso: il rimpasto è davvero la firma su un patto di pace all’interno della maggioranza, oppure si tratta solo di ciò che si può definire uno “specchietto per le allodole” in vista delle prossime amministrative?





