
La Madonna tra i fedeli durante la processione, in un momento di intensa spiritualità e tradizione condivisa. Foto di Lucia De Angelis
La festa della Madonna delle Galline si svolge ogni anno a Pagani, la domenica successiva alla Pasqua. Le sue origini sono antiche e si intrecciano con una storia che unisce elementi storici e leggendari. Secondo la tradizione, il ritrovamento del quadro raffigurante la Vergine del Carmelo, avvenne proprio nella domenica in Albis, quando alcune galline, razzolando nel terreno, riportano alla luce la tavola sacra. Si pensa che l’immagine fosse stata nascosta durante il periodo dell’iconoclastia per proteggerla dalla distruzione. In seguito a questo evento, nel luogo del ritrovamento sorsero prima un oratorio e poi l’attuale santuario.
Oggi la festa è profondamente sentita dalla popolazione locale, coinvolgendo tutte le generazioni, in particolare i giovani. È il momento in cui Pagani si trasforma e si riconosce in una celebrazione in cui sacro e profano si intrecciano intensamente. Alla devozione religiosa si affiancano elementi folkloristici che attirano anche numerosi visitatori, provenienti da ogni angolo del mondo: le strade si animano al ritmo di tammorre e nacchere, tra canti, danze e un’atmosfera di partecipazione collettiva.
Uno degli aspetti più suggestivi della festa è la processione domenicale, quando la Madonna percorre le strade della città su un camioncino tra musica, fuochi d’artificio e doni offerti dal popolo tra cui le galline, simbolo originario e identitario della tradizione. Particolarmente forte è anche la presenza delle colombe, elemento di grande valore simbolico. Queste vengono liberate il venerdì, al momento dell’apertura della chiesa, e restano accanto alla statua della Madonna. Anche durante la processione, le colombe rimangono su di essa, creando un’immagine di forte impatto visivo e spirituale che accompagna tutta la durata della festa.
Accanto agli eventi pubblici, un altro elemento caratteristico della festa è rappresentato dai toselli, piccoli altari allestiti nei cortili delle abitazioni. Si tratta di baldacchini devozionali dedicati alla Madonna, frutto di un lavoro meticoloso e paziente, realizzato con impegno, sacrificio e profonda fede. Gli abitanti espongono un’immagine della Vergine, riccamente decorata, davanti alla quale vengono offerti i frutti della terra, segno di gratitudine e lealtà. I toselli diventano così spazi di preghiera e incontro, visitati da numerose persone durante i giorni di ricorrenza. Dal punto di vista storico – artistico, la statua della Madonna è una scultura lignea risalente al XIX secolo, espressione della tradizione devozionale meridionale. Realizzata in legno con occhi di cristallo, si distingue per una forte intensità espressiva e la capacità di comunicare immediatamente una dimensione sacra e umana insieme. Indossa un prezioso manto color carmelitano, finemente ricamato in oro, che ne esalta la figura e ne sottolinea il calore simbolico. L’abito, nel tempo, è divenuto parte integrante del culto, testimonianza tangibile del legame profondo tra la Madonna e la comunità.
A questa dimensione storica e folkloristica si unisce però un sentimento più intimo, che appartiene a chi vive questa festa dall’interno. Per i paganesi, la Madonna delle Galline non è soltanto una tradizione: è un simbolo di identità, di fede e di appartenenza. È il momento in cui la città si ritrova, si riconosce e si racconta. Durante questi giorni Pagani diventa il centro del mondo: le strade si riempiono di volti, suoni e colori, e ogni angolo racconta una storia fatta di devozione e gioia condivisa. Non è solo una festa da osservare, ma un’esperienza da vivere con il cuore, capace di unire generazioni diverse e di accogliere chiunque voglia partecipare.
Lucia de Angelis










