
Tutto gira attorno ai così definiti: “documenti fantasma”. Questo, anche, il motivo della convocazione della Commissione Sport da parte di Ciliberto. Il consigliere lo chiede apertamente, a inizio seduta, all’ing. Sicignano, presente in rappresentanza dell’ing. comunale, Maurizio Albano – “Ingegnere, i documenti ci sono? Sono stati consegnati al comune?” – La risposta è quanto meno farfugliante – “Si, ma…” –
Quale sarebbe questo documento? Soprattutto, cosa contiene, se, come a sensazione di consiglieri di opposizione, gli stessi della maggioranza e un po’ di tutti, pare, resti in una zona grigia? Potrebbe essere la bozza di convenzione inviata dalla Scafatese, in risposta alla controproposta dell’amministrazione.
Ma riavvolgiamo il nastro. Lo ha spiegato chiaramente, ieri, l’assessore allo sport, Di Palma – ““Nell’estate scorsa (Giugno/Luglio), presentata una prima richiesta di concessione della struttura. Una tipologia che non poteva essere accettata, poiché presentava uno stravolgimento dell’area interessata. Ad esempio: le vie di fuga, varchi di accesso, espropri di terreni circostanti” –
Dunque, nuovo tentativo della società di patron Romano, giunge il 26 Febbraio circa, stavolta in formato smart – “A Febbraio è stato presentato un progetto di restyling, non uno stadio da Champions League” – ironizza Di Palma. Tradotto, significa un programma più adeguato, basato innanzitutto, sulla messa a norma per la Serie C Lega Pro. L’assessore specifica – “Una riqualificazione della struttura, che non stravolge vie di fuga, ingressi, settori e piano parcheggi” –
Si arriva così, a Marzo. Nel mentre, c’è stata la famosa riunione dove si sanciva e sbandierava la concessione dello stadio a Romano. Lo stesso patron faraone, lo urlava al megafono sotto la curva in occasione della matematica promozione tra i professionisti, specificando anche un accordo di 18 anni. Al contempo, sbuca fuori anche il video del presidente, che in delirio, dice – “La politica mi deve portare la borsa!” – (in dialetto)
Qui c’è il punto di snodo. L’ass. allo sport non ne fa mistero e spiega – “Abbiamo rivisto il progetto con i tecnici. C’erano alcune anomalie tra costi e ricavi di gestione” – L’amministrazione, allora, presenta la famosa controproposta, o meglio la propria proposta. Lo spiega bene, sempre Di Palma – “Stiamo procedendo affidandoci secondo la regolamentazione dell’Art.5. Una manovra del genere, francamente, non può essere condotta soltanto da tecnici comunali. Ecco perché ci siamo affidati al consulente giuridico-amministrativo, Gianpiero Fortunato (ANCI)” –
Veniamo ad oggi, anzi, in queste ore. I “documenti fantasma”, ovvero la bozza di convezione, pare, sia apparsa a Palazzo Mayer al chiaror del sole. Cosa contiene, che ha fatto raffreddare la Scafatese? Più di una indiscrezione, indica le penali e la cauzione inserite dall’amministrazione. Ora, entità delle cifre a parte, è da capire e concordare la legittimità che ha un amministrazione comunale, a richiederle a un concessionario privato (Romano).
Semplicemente questo, quello che i consiglieri chiedono, ad esempio Carotenuto a braccetto con Tafuro – “Chiediamo di vedere gli atti. E, ribadiamo all’infinito, siamo in totale accordo con la manovra di concessione dello Stadio “Giovanni Vitiello” alla gestione privata” –
Al netto di tutto ciò, abbiamo sempre più ragione di pensare, che il rapporto personale Aliberti-Romano, inteso come sfida del’Ego (I due Galli nel pollaio), abbia un peso determinante, oltre ogni ragionevole burocrazia.






