
C’è un suono che a Cava mancava da troppo tempo.
Non è il rintocco del campanone della cattedrale, né il rullare dei tamburi che annunciano la disfida. È il suono limpido, quasi argentino, dell’acqua che si increspa, del respiro ritmato di chi sfida la fatica in corsia, del grido gioioso dei nostri ragazzi che ritrovano un pezzo della loro città.

Oggi, con il taglio del nastro della Piscina Comunale, non inauguriamo solo una struttura di cemento e cloro. Stiamo restituendo a Cava de’ Tirreni un polmone di vita e la presenza del prof. Salvatore Campitiello, presidente e fondatore dell’Associazione dei Giornalisti Campania Valle del Sarno, è stata emblematica.

Una ferita che si rimargina
Raffaele Senatore ha consumato le suole delle scarpe e l’inchiostro della penna per raccontare le traversie di questa città, ha visto pietre posate e pietre dimenticate. Per questo, vedere oggi i cancelli spalancati e l’azzurro della vasca riflettere la luce che scende dai nostri monti, ci riempie il cuore di una soddisfazione antica.

Una città senza una piscina è una città a cui manca un pezzo di socialità, un luogo dove il corpo si tempra e lo spirito si scarica dalle tensioni della quotidianità. Per vent’anni abbiamo guardato a quel cantiere con l’amarezza di chi vede un’occasione perduta; oggi lo guardiamo con l’orgoglio di chi si riprende il proprio diritto allo sport e al benessere.
Oltre la cronaca, l’emozione
Mi par di vederli, i volti dei Cavesi. Vedo i padri che accompagneranno i figli per il primo corso di nuoto, orgogliosi e commossi. Vedo gli anziani che troveranno nell’acqua un sollievo per le membra stanche e un’occasione per scambiare due chiacchiere fuori dal bar. Vedo, soprattutto, una comunità che si ritrova.

“La politica e la burocrazia hanno i loro tempi, spesso troppo lunghi per la pazienza dei cuori, ma il risultato di oggi appartiene a tutti i Cavesi che non hanno mai smesso di crederci.”
Un impegno per il domani
Non basta però aprire una porta. Una piscina è un organismo vivo: va curata, amata, protetta dai vandali e dall’incuria. L’augurio che rivolgo a Cava, dall’osservatorio privilegiato della memoria, è che questa struttura diventi una fucina di campioni, ma soprattutto una casa per tutti., che l’acqua della piscina sia sempre limpida come il desiderio di riscatto della valle metelliana. Buona nuotata, Cava. Te la sei meritata tutta.
Raffaele Senatore (1941-2006) è stato per oltre quarant’anni la voce della cronaca cavese, corrispondente de “Il Mattino” e direttore di storiche testate locali. Se fosse stato presente oggi, avrebbe certamente celebrato questo traguardo con la sua consueta onestà intellettuale e la passione viscerale per la sua terra.
Annalisa Capaldo







