
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Si chiude, almeno sul piano legale, la vicenda che ha visto contrapposti il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti e Mario Santocchio. Il primo cittadino è stato infatti condannato al pagamento di 2.600 euro per diffamazione nei confronti dell’attuale segretario cittadino di Fratelli d’Italia.
Al centro della controversia alcune dichiarazioni in cui Aliberti aveva accostato Santocchio al clan dei Casalesi, affermazioni ritenute lesive della reputazione personale e politica del dirigente locale. Parole che non sono rimaste senza conseguenze: Santocchio, infatti, non ha esitato a rivolgersi all’autorità giudiziaria, presentando querela.
In una prima fase, la richiesta di condanna nei confronti del sindaco era stata ben più severa: si parlava infatti di 7 mesi di reclusione. Tuttavia, l’esito finale del procedimento ha trasformato la pena in una sanzione pecuniaria, stabilendo il pagamento di 2.600 euro.
Con questa decisione si conclude dunque la “partita” tra Aliberti e Santocchio, almeno per quanto riguarda l’aspetto giudiziario. E’ di dominio pubblico l’incontro tra i due presso palazzo Mayer mesi fa, a questo punto la domanda nasce spontanea: era possibile fare quell’incontro per due soggetti contrapposti in un processo penale?






