
a cura di GIOVANNI COPPOLA
La sconfitta del “Sì” apre una fase turbolenta all’interno di Forza Italia, con conseguenze che si fanno sentire immediatamente ai vertici del partito. Il risultato elettorale non è solo una battuta d’arresto politica, ma diventa il detonatore di una resa dei conti interna che coinvolge figure di primo piano.
Tra i primi segnali concreti c’è la decisione di Maurizio Gasparri di dimettersi dal ruolo di capogruppo parlamentare. Un passo che appare tutt’altro che isolato, ma piuttosto parte di un processo più ampio di ridefinizione degli equilibri interni. La sconfitta ha infatti rafforzato le pressioni per un cambio di rotta, sia nella strategia che nella leadership.
In questo contesto si inserisce anche l’intervento di Marina Berlusconi, che secondo indiscrezioni spingerebbe per un rinnovamento profondo del partito. Non solo un ricambio simbolico, ma una vera e propria “rifondazione” che ha messo in discussione anche la posizione del leader attuale, Antonio Tajani, insieme al suo gruppo dirigente.
La rifondazione di Forza Italia non è più una ipotesi ed apre scenari rilevanti: un cambiamento della classe dirigente nazionale potrebbe inevitabilmente riflettersi anche a livello locale, con una revisione dei vertici cittadini e regionali. Un effetto domino che potrebbe ridisegnare completamente la geografia del partito sul territorio.
In questo quadro già complesso, pesano anche tensioni pregresse. Il rapporto tra Antonio Tajani, attuale ministro degli Esteri, e il sindaco Pasquale Aliberti non è mai stato particolarmente solido. Le divergenze politiche e personali sono note da tempo e contribuiscono ad alimentare le voci su possibili ulteriori cambiamenti.
Non sorprenderebbe, dunque, se nell’ambito di una riorganizzazione salterebbe anche l’attuale sindaco di Scafati dalle dinamiche del partito del compianto cav, Berlusconi. LA conferma a quanto detto potrebbero essere gli ultimi cambi di casacca nel consiglio comunale scafatese, che ha visto Maria Berritto cambiare il terzo partito in un mese, il passaggio di Giuseppe Vollaro, subentrato al dimissionario Corrado Scarlato e passato dalle fila di centro-sinistra addirittura a Fratelli Di Italia. I due consiglieri andranno a rafforzare la maggioranza da sempre traballante di Aliberti e chissà, forse dopo 32 anni anche il primo cittadino cambierà partito.





