
a cura di GIOVANNI COPPOLA
A Scafati, Fratelli d’Italia appare in una fase di evidente difficoltà. Il partito, che a livello nazionale continua a raccogliere consensi, sul piano locale sembra invece segnato da una gestione debole e da un progressivo svuotamento politico.
Nel mirino delle critiche finisce il segretario cittadino, Mario Santocchio, la cui guida viene sempre più spesso descritta come inadeguata. A pesare sarebbe soprattutto una linea politica giudicata inconsistente, incapace di produrre iniziative concrete e di dare una direzione chiara al partito. Più che costruire, si contesta a Santochio di aver immobilizzato l’azione politica, contribuendo a rendere Fratelli d’Italia marginale nel dibattito cittadino.

Il malcontento interno è ormai evidente. Militanti e simpatizzanti si starebbero progressivamente allontanando, delusi da quella che viene percepita come una leadership priva di visione e di capacità aggregativa. Una situazione che rischia di lasciare il partito sempre più isolato sul territorio.
A rendere ancora più delicato il quadro sono le operazioni di ingresso di nuovi consiglieri. Dopo i passaggi di Maria Berritto e Giuseppe Vollaro, tali dinamiche appaiono più legate a manovre esterne che a una reale crescita politica interna. Secondo diverse letture, infatti, queste operazioni sarebbero riconducibili al sindaco Pasquale Aliberti, alimentando l’idea di un partito poco autonomo e condizionato da equilibri esterni.
Nel complesso, emerge l’immagine di una struttura politica fragile, guidata da una leadership contestata e incapace di invertire una rotta negativa. Senza un cambio radicale, il rischio per Fratelli d’Italia a Scafati è quello di un ulteriore ridimensionamento, sia in termini di consenso che di credibilità politica, addirittura con l’incalzare di FUTURO NAZIONALE fondato dal gen. ROBERTO VANNACCI il partito affidato a SANTOCCHIO rischia una vera e propria emorragia.




