
Ci sono incontri che lasciano un segno, presenze che diventano specchio e forza. È da qui che prende forma il racconto di una vittoria che va oltre il riconoscimento artistico: quella di Chiara Ianniciello, in arte Chiarè, trionfatrice della sesta edizione del Premio Gianmaria Testa.

Accanto a lei, nel momento più intenso, non solo il talento ma anche l’umanità di chi sa condividere emozioni autentiche. Come Miriam Fornari, cantautrice e musicista, presenza limpida e sincera, capace di trasformare un annuncio in un istante indimenticabile.
«Chiara, quando hanno annunciato la tua vittoria stavo per piangere» — parole semplici, ma cariche di una verità rara, che raccontano più di qualsiasi applauso.
Il momento della vittoria
La finale, andata in scena il 10 marzo 2026 alle Fonderie Limone, ha visto Chiarè conquistare pubblico e giuria con il brano “Ago e filo”. Un’esibizione intensa, cucita addosso alla sua identità artistica, capace di unire delicatezza e profondità.
«Il premio Gianmaria Testa mi ha fatto rivivere emozioni che non pensavo esistessero ancora» — ha dichiarato l’artista — «Vincere il primo premio è un’enorme responsabilità che spero di portare avanti nonostante le difficoltà che questo lavoro comporta».

Parole che raccontano non solo la gioia, ma anche la consapevolezza di un percorso artistico fatto di sacrifici, ricerca e autenticità.
Una giuria d’eccellenza
A decretare la vittoria, una giuria presieduta da Paola Farinetti e composta da importanti figure del panorama musicale, tra cui Joe Barbieri. Il concorso, rivolto a cantautori under 38, si conferma una delle piattaforme più significative per la nuova canzone d’autore italiana.
L’evento, organizzato da Produzioni Fuorivia, in collaborazione con la Città di Moncalieri, celebra la memoria del grande cantautore Gianmaria Testa, a dieci anni dalla sua scomparsa, mantenendo viva una tradizione fatta di parole, musica e verità.

A impreziosire la serata, la presenza di Raphael Gualazzi, ospite speciale di un evento che ha saputo coniugare memoria e contemporaneità.
L’orgoglio di una comunità
A Roccapiemonte, città d’origine dell’artista, la notizia della vittoria è stata accolta con entusiasmo. Il sindaco Carmine Pagano ha espresso pubblicamente le sue congratulazioni, sottolineando l’importanza del traguardo raggiunto da una giovane concittadina che porta alto il nome del territorio.
Oltre il premio, le radici
Ma ogni traguardo importante non nasce mai per caso. C’è sempre un prima, fatto di piccoli passi, di sogni appena sussurrati e di luoghi che diventano casa.
C’è un filo invisibile che lega gli inizi alle grandi conquiste, un filo fatto di studio, passione e incontri destinati a lasciare il segno. La storia di Chiara si arricchisce anche di questo: di un tempo in cui la musica era scoperta, gioco, promessa.

Ho avuto l’onore di conoscerla bambina, quando muoveva i primi passi nel mondo delle note. Era parte integrante del coro polifonico del Comune di Roccapiemonte, che dirigevo con grande entusiasmo. In quelle prove, tra voci che si intrecciavano e armonie che prendevano forma, si intravedeva già qualcosa di speciale: una sensibilità rara, una dedizione silenziosa ma potente.
Una storia condivisa
Quella di Chiarè non è solo una vittoria, ma un passaggio, un nuovo inizio. È la conferma che la canzone d’autore, quando è autentica, trova sempre la sua strada. È la dimostrazione che il talento, quando incontra relazioni vere e sguardi sinceri, diventa qualcosa di più: un racconto condiviso.
Brava Chiaré!








