
L’espressione “Idi di marzo” viene usata tutt’oggi per indicare una minaccia imminente: ma perché è così famosa? E che cosa significa il modo di dire “Guardati dalle Idi di marzo”? All’epoca degli antichi Romani il termine “idi” si riferiva alla metà del mese, quindi 15° giorno di marzo, maggio, luglio e ottobre e il 13° giorno degli altri mesi dell’anno. Le “idi di marzo” (in latino Idus Martiae, cioè “a metà del mese di marzo”) rappresentavano un giorno di festa per due ragioni: la prima era che in quella data si festeggiava con banchetti e spettacoli l’antica divinità romana Anna Perenna, dea dell’abbondanza che rappresentava il rinnovarsi dell’anno. La seconda era che in quel mese si celebrava fastosamente il dio della guerra Marte con le “feriae Martis”, che si tenevano dal 1º al 24 marzo. In suo onore ogni giorno venivano organizzate varie cerimonie, spettacoli teatrali e corse di cavalli (nel celebre Campo Marzio). Il termine è però entrato nell’immaginario comune perché è la data in cui avvenne il brutale assassinio, nel 44 a.C., di Giulio Cesare, il console romano che dopo una serie di mosse politiche e campagne militari era riuscito a diventare dittatore.
Nuceria, tempi moderni. Nocera Superiore, attualità politica. Sabato mattina la maggioranza rimane senza numeri. Domenica sera riappare con tutti i numeri. Ovviamente non è una casualità. Abbiamo chiesto a un consigliere della maggioranza (omissis) il perchè: “Sabato è stato mandato un segnale, a più di un consigliere di maggioranza non piacciono i metodi di sindaco e giunta. Fate attenzione, in pratica c’era scritto con quelle assenze. Domenica tutti presenti, ma restano apertissime questioni di equlibrio politico e persino di natura strettamente personale. Nessuno si espone, occorrerebbero due coraggiosi ma al momento si preferisce tirare a campare e nessuno vuole fare il primo passo”. D’Acunzi insomma ha scansato le Idi ma la congiura, al momento limitata a discorsi davanti ai bar, resta dietro l’angolo.








