
a cura di GIOVANNI COPPOLA
Si è concluso alle 2.27 del mattino il lungo consiglio comunale che, dopo ore di discussione, ha affrontato alcuni dei temi più rilevanti all’ordine del giorno. Dopo l’approvazione delle variazioni previste per le commissioni consiliari, l’attenzione dell’aula si è concentrata sulla discussione del DUP (Documento Unico di Programmazione).
Proprio sul DUP i consiglieri Ignazio Tafuro, Francesco Carotenuto, Michele Grimaldi e Francesco Velardo avevano presentato una serie di emendamenti che hanno dato il via a un confronto molto acceso. La discussione, partita già con toni elevati, ha finito per surriscaldare ulteriormente il clima in aula fino a sfociare in due momenti di tensione: il primo tra Tafuro e Aliberti, il secondo tra Carotenuto e Attianese.
Durante il dibattito è stata particolarmente discussa una frase pronunciata da Attianese, che ha dichiarato testualmente: «Vale l’articolo 5: chi comanda ha vinto». Un’affermazione che ha suscitato non poche perplessità all’interno di un contesto istituzionale come l’assise comunale, dove – secondo molti – chi governa una città dovrebbe operare al servizio della comunità e non in una logica di comando.
Fortunatamente, dopo i momenti più tesi, il clima è tornato progressivamente alla normalità e si è potuti passare alla discussione e alla votazione del bilancio. A relazionare è stato l’assessore Diego Chirico, ma anche su questo punto il confronto non è mancato: gli stessi consiglieri di opposizione avevano infatti presentato ben 50 emendamenti.
Anche in questa fase non sono mancate punzecchiature e battibecchi, soprattutto tra Aliberti e Grimaldi e tra Aliberti e Tafuro, che tuttavia non hanno riportato la seduta ai livelli di tensione registrati nella discussione precedente. Gli emendamenti, come prevedibile, sono stati tutti respinti dalla maggioranza.
Nel corso della discussione sul bilancio, però, tre elementi hanno attirato particolarmente l’attenzione.
Il primo riguarda l’intervento del consigliere Michele Grimaldi, che ha chiesto se sul bilancio fosse stato acquisito il parere del Forum dei Giovani. Pur non essendo vincolante, tale parere dovrebbe comunque essere richiesto. L’assessore Chirico, tuttavia, non aveva con sé il numero di protocollo, lasciando quindi il dubbio sul fatto che la procedura sia stata effettivamente completata.
Il secondo punto sollevato ancora da Grimaldi riguarda la relazione sul bilancio: secondo il consigliere, l’assessore non avrebbe letto l’ultima parte del documento, quella in cui si evidenzia che il bilancio del Comune di Scafati, su otto parametri da rispettare, presenta quattro indicatori con segno negativo.
Infine, un ultimo elemento ha suscitato curiosità tra i presenti: tra tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione, il sindaco sembrava orientato ad accoglierne uno soltanto, quello che prevedeva lo spostamento di 3.000 euro a favore del Forum dei Giovani. Una disponibilità che ha fatto sorgere più di una domanda tra i consiglieri: perché proprio quell’emendamento?
Il consiglio si è così concluso nelle prime ore del mattino, dopo una seduta lunga e intensa che ha mostrato, ancora una volta, un clima politico tutt’altro che disteso all’interno dell’aula consiliare e soprattutto NESSUNA PAROLA PER LO STADIO!






