
Tony Pitoni, una delle vere rivelazioni di Sanremo, stamattina ha detto: “Ci vuole poco a capire che una minoranza organizzata può prevalere su una maggioranza ormai agonizzante” . Ecco allora che l’inciso del cantante in maschera può trovare paragone con la situazione venutasi a creare gradualmente a Nocera Superiore. La minoranza ha lavorato, senza vincoli col passato e trovando la forza per opporsi su tante cose, su argomenti di natura politica e contabile, cercando di rappresentare in prima battuta alle persone che non avevano votato D’Acunzi ma poi, senza attendere troppo, si è trovata a rappresentare un dissenso crescente nei confronti dell’attuale amministrazione, anche da parte di chi aveva votato il presunto nuovo. L’esempio plastico d’altra parte è arrivato con il cambio di rotta di Oliva e De Angelis, che hanno deciso di stare per prima cosa dalla parte della città e poi da quella di chi si chiama minoranza ma che numericamente è quasi pari merito con la maggioranza. Bravi Bisogno e Carleo, ma anche Amato e Villani, oltre a Iannone e Lamberti: ognuno di loro proveniente da una storia diversa, in qualche caso già proiettati verso una precisa destinazione (le ultime provinciali mostrano lo scenario) ma tenuti pronti a tenere dritta la barra del dissenso. Le ultime agitate ore peraltro hanno riportato alla luce crepe visibili: ci vuole un plauso, non di circostanza, per chi all’interno della maggioranza, gruppo Pagano-De Angelis-Villani ma anche Monetti, ha deciso di assumere una posizione coraggiosa. Se volessimo contare adesso i numeri della maggioranza, saremmo costretti a prendere atto di un’evidenza quasi da crollo del muro di Portaromana. Vedremo quel che accadrà già dai prossimi consigli comunali. Due cose vorremmo far notare. La prima:il silenzio di alcuni di oggi sulle offese di Bove a Carleo come si concilia con l’esibizione della difesa d’ufficio chiesta a Pellegrino per una faccenda dalle sfumature per niente volgari ? La seconda: il crescente dissenso verso chi amministra adesso non basta ancora a creare consenso. Per vincere occorre individuare nell’ordine: un programma, una squadra omogenea e un candidato a sindaco che sia sintesi perfetta (m.m.)







