

(1907–1980), una delle figure più influenti della storia politica italiana del Novecento, protagonista della Resistenza e dirigente di spicco del Partito Comunista Italiano. Nonostante la formazione liberale, nel 1929 scelse di aderire al PCI, vedendolo come l’unica forza capace di una reale opposizione militante al fascismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato tra i principali organizzatori della lotta partigiana a Roma. Come responsabile dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica), coordinò l’attentato di via Rasella nel 1944.Leader “migliorista”: All’interno del PCI, è stato il principale esponente dell’ala destra (detta “destra emiliana” o “migliorista”, la corrente in seguito rappresentata in particolare da Giorgio Napolitano), caratterizzata da un approccio riformista e dal dialogo con le forze democratiche e socialiste. Fu uno dei primi nel suo partito a sostenere con forza la necessità di un impegno nelle istituzioni europee, contribuendo alla “svolta europeista” del PCI. Nel 1976, nonostante il prestigio personale, rifiutò la proposta di Enrico Berlinguer di diventare Presidente della Camera, sostenendo ironicamente di non saper presiedere “neppure un’assemblea di comunisti”.

Pietro Amendola, altro figlio dalla lunga carriera politica, nasce a Roma il 26/10/1918, ultimo figlio di Giovanni. Palmiro Togliatti dopo la svolta di Salerno del 1944, con la quale si richiedeva la collaborazione di tutte le forze antifasciste per la rinascita italiana e Salerno diventava la prima capitale d’Italia dopo lo sbarco alleato, invia a Salerno proprio Pietro Amendola con il compito preciso di ricomporre dissidi sorti in quella federazione . Viene inviato in questa terra perché è uomo di esperienza, energico, dotato di carisma. In qanni di ricostruzione del partito strinse rapporti di amicizia in tutta la provincia ma in modo particolare con gli uomini dell’Agro-nocerino-sarnese, successivamente fu trasferito al PCI di Napoli dove lavorò come vicedirettore al giornale “La Voce”. Nel 1948 viene candidato nella lista del Fronte Democratico Popolare nella circoscrizione Benevento-Avellino-Salerno risultando il primo degli eletti, fu poi rieletto anche nel 1953, nel 1958, nel 1963, nel 1968. Con la sua elezione a deputato strinse ulteriormente i rapporti con la città di Nocera Inferiore dimostrando più volte con interrogazioni, interpellanze ed interventi di essere vicino ai problemi del territorio nocerino come quello delle cotoniere, dei pastai, dell’Ospedale, dei problemi di edilizia. L’interessamento fu ancor più doveroso quando fu eletto consigliere comunale di Nocera Inferiore dal 1956 al 1970, diventando capogruppo consiliare del proprio partito, fu presente in prima fila nelle varie vicende cittadine non facendo mai mancare il proprio apporto.Il 19 Ottobre del 2004 Pietro Amendola è stato insignito della cittadinanza onoraria di Nocera Inferiore. La motivazione: “….riconoscendo tra le molteplici attività politiche, culturali e sociali svolte dall’On. Pietro Amendola anche quella di consigliere svolta nel Comune di Nocera Inferiore negli anni dal 1956 al 1970, durante i quali instaurò con la comunità cittadina e con quella di tutto l’agro significativi rapporti che hanno contribuito allo sviluppo del territorio ed alla crescita di una cultura democratica, solidaristica ed antiautoritaria che ancora oggi rappresentano le coordinate della nostra attività politica, ha deliberato il conferimento con la seguente motivazione: la città di Nocera Inferiore in segno di alta considerazione per l’intensa azione politica, civile e sociale ispirata ai principi della nostra costituzione, nata dall’antifascismo e dalla resistenza e per il costante impegno in difesa della libertà e dei più alti ed irrinunciabili valori etici e democratici, conferisce la cittadinanza onoraria all’on. Pietro Amendola”.







