
La luna del verme: scatto di Sara Manzo
Mentre il mondo é sotto assedio nelle mani di arroganti governanti in cerca di petrolio e di guerrafondai che affamano ed uccidono senza sosta esseri viventi, alla vigilia di inconcepibili addii a corpi inermi ed innocenti, tra macerie dell’ anima e banalità del male, restiamo incantati a scrutare il cielo, ove, imperterrita splende la cosiddetto luna del verme che di fatto segna la fine dell’ inverno e il primo tiepido saluto dell’ agognata primavera.
Il satellite donna, bianco e austero, sembra ricordarci che siamo in procinto di vivere l’ennesimo inizio della bella stagione; tuttavia stasera la luna appare più mite e magnanima rispetto ai bombardamenti, agli errori umani che costano vite mutilate, al menefreghismo vile di uomini e donne senz’ umanità, privi di anima e dì coscienza.
Questa sera la riflessione, scevra da fronzoli e da qualsivoglia intelligenza artificiale, che aborro e di cui non ho bisogno per esprimere correttamente il pensiero mio, si dipana inesorabile in ogni dove.
Non servono neppure i miei amati classici per allontanare l’amara realtà di poveri diavoli in balia di esperti e scienziati che ci attorniano, di politici improvvisati che badano sempre più all’ apparire anziché al fare, al proprio tornaconto personale che al bene comune.
La consapevolezza delle ingiustizie, però, avvalora la ferrea volontà di cambiare il mondo che va a rotoli: infatti non resto totalmente ed ineluttabilmente svilita dalle bugiarde insinuazioni di chi non accetta la verità, travisandola appositamente per non incorrere nell’ ammissione di colpe evidenti ed errori inaccettabili.

Quindi la luna sembra indicarmi la strada da percorrere, senza temere la mediocrità e il pressappochismo di chi tenta invano di spezzare legittimi sogni e meritare aspirazioni: del resto ho imparato a contare solo sulle mie forze e a dare il giusto peso alle parole altrui.
In fin dei conti voglio ancora credere nelle cose belle di cui questa sfera pallida nel firmamento risulta antesignana e fioriera di meriti ancora auspicabili da raccogliere ed é con questa speranza che confido nel pessimismo dell’ intelligenza e nell’ ottimismo della volontà.
L’amore, l’amicizia, il calore dei propri figli, gli amatissimi libri, il teatro, la buona musica, il cinema, la scrittura e l’insegnamento, la madre e la sorella, il mare, i fiori sull’albicocco di papà, la stessa luna nel cielo, gli ultimi broccoli dell’ orto tanto amato dal mio caro nonno Minicuccio, la preghiera della nonna Lelena ” per chi male o bene ci voglia”, persino il calcio che è la cosa più importante delle cose meno importanti ( frase attribuita all’ allenatore del Milan stellare di Arrivo Sacchi da cui nacque il mio amore ), i viaggi e le emozioni che ne derivano: ognuna di queste inestimabili eredità mi spingono a credere che il meglio debba ancora venire
Buona luna a tutti, o quasi.
Annalisa Capaldo








