
E’ stata una serata di grande divulgazione storica egregiamente organizzata dalla giornalista nocerina Annamaria Barbato Ricci, quella della presentazione del libro “L’uomo che arrestò
Mussolini” di Mario Avagliano. Hanno partecipato alla serata coi loro piacevoli contributi e saluti Lino Picca, presidente Anpi
Nocera Pagani e Alfonso Oliva, presidente dell’istituto storico “Galante Oliva”; hanno dialogato con l’autore, la docente e storica Sara Carbone e Francesco Li Pira, docente dell’università Europea
di Roma, in una presentazione che possiamo definire “a difesa della memoria storica”
opportunamente moderata dalla comunicatrice Annamaria Barbato Ricci.
Come riportato dall’autore, “ci sono uomini che entrano nella storia per un gesto: il 25 luglio 1943 uno di loro fu protagonista dell’arresto di Mussolini. Ma quella non fu che una tappa di una vita
attraversata dalla guerra, dal senso dello Stato e dalla scelta di resistere, quando tutto sembrava perduto”. Nel libro “L’uomo che arrestò Mussolini” l’autore Mario Avagliano ricostruisce la
storia vera e avvincente del tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Frignani: dalle trincee della Grande Guerra alla Roma occupata dai nazisti, dalla rete clandestina al carcere di via Tasso,
fino alla tragica fine alle Fosse Ardeatine. Una vicenda fatta di coraggio, fedeltà, misteri … Una
storia vera, che sembra un romanzo. E che riguarda tutti noi.
Particolarmente interessante il riferimento della moderatrice alla moglie di Giovanni Frignani, la
signora Lina, argomento del secondo intervento della Carbone, un apporto quasi “intimo” dato il
momento di grande dolore, descritto dalla docente leggendo anche un estratto del libro (che qui alleghiamo) e precisamente il racconto della moglie delle torture subite dal Frignani, testimonianza
che ha molto “toccato” il cuore dei presenti.

La giornalista Barbato Ricci e la docente Carbone, entrambe espressamente attente alle figure femminili nei disparati contesti che analizzano, hanno, poi, anche discusso del ruolo delle donne
nella resistenza, ruolo che va sicuramente valorizzato.
Difficile restituire qui i contenuti degli interventi e delle domande dei presenti, in special modo quando la “storia vera e ben raccontata” sa tornare a parlare, così da sembrare ancor più vicina alle
situazioni che viviamo oggi, quasi a farci paura, come un monito, ecco, perché “quel che è
accaduto una volta, può sempre ripetersi, purtroppo”.
Una domanda, però, ci piace riportare dell’esauriente presentazione fatta proprio da Mario
Avagliano, l’autore del libro: “Come si fa a tenere la schiena dritta sotto la dittatura?” Bisogna chiedersi prima, cosa fa questa per “piegare” le persone: la dittatura nasconde la verità. Dunque, si
può tenere la schiena dritta sotto la dittatura solo “raccontando testardamente la verità!” E’ quello che ha fatto Giovanni Frignani e che dobbiamo continuare a fare tutti noi, perché quel che
di male è accaduto una volta, non si ripeta






