
A CURA DI GIOVANNI COPPOLA.
La seduta del consiglio comunale tenutasi ieri a Scafati è stata caratterizzata da un fatto politico tutt’altro che secondario: per una delle rare volte, tutti i membri della maggioranza erano presenti in aula. Un colpo d’occhio significativo, con i banchi della coalizione di governo completamente occupati, segnale di compattezza almeno sul piano numerico.
L’ingresso di Giuseppe Vollaro
Momento particolarmente sentito è stato l’ingresso in consiglio di Giuseppe Vollaro, visibilmente emozionato, che subentra al dimissionario Corrado Scarlato. L’accoglienza riservata al neo consigliere è stata calorosa e trasversale, con parole di augurio provenienti sia dalla maggioranza che dall’opposizione.
Mozioni e interpellanze
Al punto 1 dell’ordine del giorno, dedicato a mozioni e interpellanze, la consigliera Luisa Destobbeler ha presentato una mozione di solidarietà alla riforma del sistema carcerario, che è stata regolarmente messa ai voti.
Subito dopo è intervenuto il consigliere Francesco Carotenuto con una proposta riguardante la protezione civile. Carotenuto ha suggerito di affiancare volontari alla protezione civile nei casi specifici, come le calamità naturali, al fine di rafforzare la capacità operativa del territorio.
Il sindaco Pasquale Aliberti ha riconosciuto la bontà dell’iniziativa, definendola un’ottima proposta per il tema affrontato, ma ha presentato un emendamento: l’amministrazione si impegnerebbe a stipulare un regolamento per l’individuazione dei volontari, disciplinandone selezione e mansioni.
Il punto successivo è filato via senza scossoni, con l’approvazione formale dei verbali delle sedute precedenti. Ma è sul punto 6 che il consiglio si è acceso.
Il punto 6 e la delibera urbanistica
In qualità di titolare della delega all’urbanistica, il sindaco Pasquale Aliberti ha proposto una delibera riguardante il maggior valore generato da interventi su aree ed immobili in variante urbanistica o in deroga, ai sensi dell’articolo 16, comma 4, lettera “d-ter” del Decreto del Presidente della Repubblica 380/2001.
All’annuncio del punto hanno lasciato l’aula Alfonso Di Massa e Pignataro, gesto interpretato come dimostrazione di correttezza istituzionale, essendo coinvolti nelle dinamiche della discussione in qualità di imprenditori.
Aliberti ha provato a chiarire che con la delibera proposta non si stavano votando né gli oneri di urbanizzazione né il metodo di calcolo. Ma il consigliere -Michelangelo Ambrunzo ha espresso forti dubbi, chiedendo se il testo in suo possesso fosse lo stesso, dal momento che tra gli allegati figurava un documento indicante proprio il criterio di calcolo.
Una mossa che ha innescato una discussione durata quasi due ore, con interventi ripetuti del dirigente Di Donna chiamato a chiarire i dubbi tecnici sollevati dai consiglieri.
Se Ambrunzo ha messo a segno un colpo politico rilevante, Gennaro Avagnano ha rilanciato chiedendo al dirigente cosa prevedesse esattamente l’articolo citato. La risposta tecnica fornita avrebbe di fatto smentito l’impostazione illustrata inizialmente dal sindaco, alimentando ulteriormente il confronto.
Il primo cittadino, visibilmente in difficoltà, ha tentato di reagire proponendo un emendamento, modificato più volte nel corso della discussione. Tuttavia, non riuscendo a trovare una sintesi condivisa, la presidente del consiglio ha disposto una pausa di cinque minuti, accolta dall’aula.
Alla ripresa dei lavori, il sindaco ha ritirato l’emendamento in qualità di proponente ed è stato costretto a fare marcia indietro, lasciando che la delibera venisse votata così come originariamente presentata. Il provvedimento è passato, ma con l’astensione compatta dell’opposizione.
Le domande dell’opinione pubblica
La seduta si chiude con una delibera approvata, ma anche con interrogativi che serpeggiano tra i cittadini. L’opinione pubblica si chiede innanzitutto perché, dopo due ore di acceso confronto e chiarimenti tecnici, si sia arrivati a votare il testo senza modifiche sostanziali.
Ma c’è anche un secondo interrogativo politico: perché l’opposizione, dopo aver sollevato dubbi e messo in difficoltà il sindaco, ha scelto di astenersi invece di votare contro?
Uno scivolone politico che, pur non compromettendo l’esito numerico della votazione, lascia aperto un dibattito sulla gestione dell’aula e sulle strategie adottate dai diversi schieramenti.








