
C’è chi sogna il Festival e chi, passo dopo passo, costruisce le competenze per arrivarci davvero.
A soli 23 anni Mattia Villano, in arte Noya, originario di Roccapiemonte, entrerà nella storia come il più giovane producer ad aver lavorato a un brano in gara al Festival di Sanremo.

A firmare la produzione è lui: “Poesie clandestine”, interpretata da LDA e Aka 7even.

Un traguardo che racconta molto più di una semplice curiosità anagrafica: è il risultato di un percorso rigoroso, costruito tra studio accademico, ricerca sonora e lavoro quotidiano in studio.
DALLA PROVINCIA AL CONSERVATORIO
Figlio dell’attore e regista Ciro Villano e di Concita Califano, titolare insieme alla famiglia della nota azienda Omip, Mattia cresce in un ambiente creativo e dinamico ma sceglie una strada precisa: la musica studiata, prima ancora che prodotta.
A tre anni suona già il pianoforte, dimostrando orecchio assoluto. Poi il violino, e infine il Conservatorio, dove consegue la laurea in composizione elettroacustica a soli 21 anni.
Una formazione che oggi gli permette di muoversi con naturalezza tra scrittura classica e linguaggio urban-pop, unendo struttura e istinto.
LE PRIME PRODUZIONI E L’INGRESSO NELLA SCENA NAZIONALE
I primi lavori nascono nella scena napoletana, tra collaborazioni e sperimentazioni. Lo studio diventa un laboratorio vero, fino all’incontro con artisti sempre più rilevanti.

Diventa producer stabile di LDA e Aka 7even, collabora con Junior K e firma un contratto con Thaurus Publishing, entrando in uno dei network creativi più influenti della nuova musica italiana.
IL PASSAGGIO DECISIVO: SANREMO
Il salto simbolico arriva con il Festival.
Noya produce Poesie clandestine, brano che porta sul palco dell’Ariston un’amicizia artistica costruita nel tempo tra i due interpreti.

Il pezzo racconta un amore viscerale e intenso, impossibile da definire, vissuto fino in fondo ma sempre sul punto di sfuggire. Una narrazione emotiva sostenuta da una produzione moderna ma strutturata, dove si riconosce chiaramente la sua impronta.
DA SANREMO ALLE CLASSIFICHE
Parallelamente arriva anche il successo discografico: Noya cura quattro tracce dell’album Anche gli eroi muoiono di Kid Yugi — Eroina, Chuck Norris, Amelie, Per te che lotto — progetto che raggiunge il primo posto della classifica FIMI stabilendo record nell’era streaming.
Una crescita rapida, ma mai improvvisata.
UNA NUOVA GENERAZIONE DI PRODUCER
La storia di Noya rappresenta una nuova idea di producer italiano: meno hype e più formazione, meno scorciatoie e più identità musicale.
Da Roccapiemonte al palco più importante della musica italiana, il suo percorso dimostra che talento e disciplina possono convivere.

E che dietro ogni brano c’è spesso qualcuno che non si vede sul palco — ma ne costruisce l’anima sonora.
Un grande in bocca al lupo a Mattia: Roccapiemonte tifa per lui.







