
Se è vero l’antico detto che “l’Epifania tutte le feste si porta via” è ancor più vero che ci lascia un gennaio pieno di nuovi appuntamenti e considerazioni da fare.
Da anni gennaio non è il mio mese preferito – assolutamente no, direi – e, quindi, tutti i miei buoni propositi rimangono lì come appunti disordinati per organizzare riflessioni interessanti di inizio anno.
– Le considerazioni di quest’anno sono davvero tante, così come anche le cose da fare; quelle fatte, ahimè, queste sono di meno; poi, ci sono quelle da ricordare, le più urgenti, sicuramente, così come quelle da pianificare tra le cose assolutamente da non fare.
Ma andiamo per ordine, tra le cose da fare: informarsi sul referendum giustizia per fare una scelta consapevole, ricordando che siamo lo stato della tripartizione del potere (Montesquieu, grazie!) e “culla del diritto”.
Cose fatte: ottemperare all’obbligo di pagamento del diritto annuale per l’iscrizione all’albo dei Revisori dei Conti e per il tesserino di Giornalista pubblicista; completare la memoria per le prove di Romeo e Giulietta, si va in scena!
Cose assolutamente da non fare: dimenticare che siamo stati anche noi emigranti – magari su barconi e in mari diversi – quando l’Italia combatteva per consolidare il suo territorio, appena 80 anni fa e che, a dimostrazione di ciò, ci sono comunità italiane in gran parte del mondo. La Memoria è importante, specie nelle terre sacre calpestate da Gesù proprio per portare la pace e diventate, invece, territorio di guerra. Il passaggio da oppressi a oppressori è in agguato e la storia ce lo insegna: quegli israeliti che oggi combattono contro i palestinesi, sono anche gli eredi di quelli oppressi dai Babilonesi nel 587 a.C., come narra il salmo 137 Sui fiumi di Babilonia, il lamento del popolo ebraico in esilio che piange la distruzione di Gerusalemme.
-Possibili (?) incontri/interviste da organizzare con lo Scrittore, il rettore uscente, una giovane nocerina in carriera/madre/moglie, la private chef (elenco da verificare e avviare la presa dei contatti).
– In tema di politica estera, ricordare sempre che scegliere un presidente è un atto molto importante e che, se la scelta si rivela un errore, si può rimediare successivamente, perché se, invece, si persevera, si diventa diabolici; per intenderci, come hanno fatto gli USA che Trump lo hanno rivotato, perché lo volevano proprio come presidente! Ed io mi sento semplicemente di commentare, ma sottovoce data la limitata conoscenza in merito, che l’America ha preso la sua seconda “Tramp-vata” e se l’è proprio cercata … qui ad hoc il gioco di parole e la rima!
– Il vecchio anno ci ha consegnato anche il nuovo Papa, che ha esordito parlando di Pace, quasi a voler sottolineare un percorso nel solco della continuità che, diciamolo, ce lo ha reso subito simpatico, anche grazie a quel suo sorriso timido. In questi mesi che lo hanno visto esprimersi in riferimento ai tanti problemi che viviamo, come le guerre vicine e lontane, nel mondo e sulle strisce piuttosto che di politica, di economia, di religione e di scelte personali, insomma, lentamente è venuto fuori un papa/uomo un po’ diverso, che sembra prediligere il ritorno al passato, a partire dalla recita delle preghiere in latino.
-Ecco, ritorno al passato, come quando da “consenso libero e attuale” si passa a “esprimere il proprio dissenso”. “Ma, in carta semplice o bollata?” – chiedo per tutte quelle donne che non sapevano e che, ormai, non ci sono più.
– E l’incendio di Crans-Montana? Senza volersi mettere ad indagare sulle cause perché non è compito nostro e lo lasciamo fare a chi di dovere, a me portano a riflettere tutte quelle giovani vittime che fanno cadere la regola non scritta che i figli debbano seppellire i genitori. Troppi, i genitori che accompagnano i figli alla tomba oggi e, come diceva mia nonna che l’aveva vissuto sulla sua pelle, “è un dolore disumano continuare a vivere dopo la morte di tuo figlio” spiegava così il concetto di sopravvivenza, il resto della vita come una punizione.
-Sono state rese note le materie degli esami di stato … ma per questo argomento c’è ancora tempo, per ora basta così, liberiamo la scrivania.








