
Era il primo febbraio del 2006, le nove del mattino, ed io avevo sofferto nei tre giorni della merla precedenti. In sala parto c’erano 2 Attilio: mio marito e il dottor Barbarulo, tifosissimo molosso ( non a caso ). Ebbene, era un parto spontaneo, ma la bimba era abbastanza grande: tre chili e 500, tre chili e mezzo di fagotto, bellissima però, piena di capelli neri e dai lineamenti perfetti. Quell’ episiotomia, il taglio, fu irrilevante rispetto ai dolori del travaglio, tanto che ad un certo punto della notte volevo buttarmi giù dall’ Umberto I, proprio di fronte alla tribuna della Nocerina.

Eh sì, perché mia figlia Gloria è nata il primo febbraio, giorno in cui è nata anche la Nocerina, una passione che mai finirà. Io sono rossonera a livello locale e nazionale, dato che tifo Nocerina e Milan, ma ovviamente da quando ero piccola, piccolissima, da quando a nove, dieci anni si cominciava a scherzare e a guardare il pallone in TV o ad ascoltare le partite per radio, perché all’epoca si giocava sempre di domenica. Ormai neppure più questo viene rispettato.
A volte, parlando anche con altre persone, mi rendo conto di aver iniziato relativamente presto la mia carriera di mamma. Infatti avevo solo ventisei anni quando ho deciso di avere Gloria, chiamata così perché è un nome musicale bellissimo, che mi è sempre piaciuto, e anche perché è una delle canzoni dei Doors che più mi piace.
Gloria è stata sempre una bambina prodigio, diciamoci la verità: non è cosa comunissima che una bambina sappia già leggere a quattro anni. Adesso vedo Luca, che ne ha tre e mezzo quasi, ma non conosce ancora le lettere e comunque la cosa che on mi spiego è che non gliel’ho insegnato certo io a leggere così presto. Anche quando si annoiava a scuola, poi abbiamo appurato, era perché in effetti conosceva le risposte e le cose già prima che la maestra, la professoressa delle medie e delle superiori, le dicessero. Ma non voglio vantare il suo quoziente intellettivo, peraltro elevatissimo, né il fatto che sia riuscita a raggiungere un risultato non scontato, cioè entrare alla facoltà di Medicina a Baronissi, quando tantissimi figli di dottori e miei conoscenti e suoi amici, vanno a pagare fior di quattrini fuori città, nelle università private, pur di diventare dottori un giorno (e Dio ci scansi dalle loro mani).
In tutto ciò non voglio parlare d’altro, se non augurare a mia figlia Gloria tutto il bene di questo mondo, perché lo merita, è una ragazza buona d’animo ed oggi compie vent’anni e i suoi vent’anni sono stati la mia forza perenne.
Buon compleanno Gloria, buon compleanno, Nocerina!
Annalisa Capaldo







