
Non chiamatemi femminista, non ditemi che sono arrabbiata: limitatevi a considerare questo mio parere.
Molti uomini fingono di essere buoni partner, mariti, compagni, fidanzati; ancora più spesso credono di essere buoni padri. Ma, in sostanza, qual è oggi il ruolo del maschio in questa società?
Sento dire spesso, da uomini tra i venticinque e i cinquant’anni, che le donne non sono più quelle di una volta. C’è chi sostiene che siano “facili”, che vadano a letto con chiunque senza porsi problemi. Altri affermano che, pensando alla carriera, non riescano ad essere buone madri e brave massaie. Altri ancora dicono il contrario: che, scegliendo di fare le madri e le casalinghe a tempo pieno, non portino soldi a casa, o ne portino pochi.
Allora mi chiedo: una donna che contribuisce economicamente, cresce i figli senza babysitter, tate, suocere o altri aiuti, sa cucinare, fa la sua parte nella coppia, svolge le faccende domestiche, i “mestieri”, come si dice a Milano, e tutto ciò che una donna di una volta faceva… come viene giudicata oggi? Un padre che lavora tutto il giorno e che quindi non può stare molto con il proprio bambino, non riesce a giocare con lui: è comprensibile. Ma quando è presente, perché non supplisce alle proprie assenze chiedendo ai figli cosa abbiano fatto durante la giornata? Perché non li richiama se hanno mancato di rispetto alla madre, se hanno preso un brutto voto o una nota a scuola? Perché continua a restare silente?
E allora mi chiedo: se un padre non riesce a dare un esempio degno al proprio figlio, merita davvero il rispetto della propria compagna? E soprattutto, se non riesce nemmeno a smettere di fare il farfallone, pur non mancandogli nulla a letto, pur non essendo più bello, più curato o più meritevole di attenzioni della propria coniuge, che rispetto può pretendere?
Un uomo farfallone, spesso falsa vittima dei danni e dei guai che lui stesso ha causato, che valore ha? Oggi molti maschi criticano le donne perché troppo dedite alla carriera o, al contrario, perché ritenute eccessivamente lascive e quindi mantenute economicamente. Ma in realtà, questi maschi come dovremmo definirli?

Quelli che non si sposano e non mettono al mondo figli, forse, fanno persino bene: almeno non inguaiano nessuno. A volte è meglio che non si accoppino affatto, perché in molti casi non servono a nulla. E ne vedo tanti di maschi che diventano padri senza aver mai cambiato un pannolino, senza aver mai aiutato un figlio con i compiti, senza essersi mai seduti per terra a giocare con le costruzioni, senza averli mai accompagnati ad una festa, all’asilo o a scuola. Pensano che tutto questo spetti alla madre, perché loro portano i soldi e tanto basta.
Ecco, questi, secondo me, meritano l’estinzione.
Perdonatemi lo sfogo.
Annalisa Capaldo








