
Una celebrazione eucaristica solenne per ricordare il dies natalis di don Enrico Smaldone, sacerdote della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e fondatore della storica Città dei Ragazzi.
L’appuntamento è fissato per giovedì 29 gennaio alle ore 18.30 presso la Cappella dei Santi Luigi e Zelia Martin, all’interno della Cittadella della Carità “don Enrico Smaldone”, in via Adriana 18 ad
Angri. La Santa Messa sarà presieduta dal Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, e
concelebrata dal postulatore della causa di beatificazione di don Enrico Smaldone, don Francesco Rivieccio.
La celebrazione si inserisce nel cammino di memoria e gratitudine verso una figura che ha segnato in modo
indelebile la storia sociale ed ecclesiale del territorio. Il motto scelto per l’occasione richiama le parole di san
Paolo: “La carità non avrà mai fine”, sintesi efficace della vita e dell’opera di don Enrico.
Il 29 gennaio 1967, a soli 52 anni, don Enrico Smaldone moriva improvvisamente, colpito da una leucemia fulminante, in una stanza al secondo piano dell’edificio che lui stesso aveva costruito insieme agli operai e ai ragazzi accolti. Quel luogo era la sua creatura più cara: la Città dei Ragazzi, definita da lui stesso «un
monumento di amore e un segno di civiltà per il nostro Paese». Una folla imponente partecipò ai funerali, segno di un affetto popolare che già allora lo indicava come “santo”. Il Vescovo, Mons. Giuseppe Giudice ha aperto il 13 luglio 2021 la causa di canonizzazione.
Un segno significativo della rilevanza spirituale e simbolica della sua figura è giunto anche in tempi recenti:
nel presepe di Piazza San Pietro del Natale 2025 era presente un pastore con le sembianze di don
Enrico Smaldone, accompagnato da due fanciulli. Un’immagine fortemente evocativa, che ha voluto
richiamare il grande impegno educativo del Servo di Dio nei confronti degli orfani e dei ragazzi a lui affidati,
e che ha dato ulteriore visibilità al suo carisma di padre e educatore.
Oggi quella realtà vive in forme nuove. Dal 2009 la struttura è affidata alla Fraternità di Emmaus, movimento ecclesiale fondato da don Silvio Longobardi, sacerdote angrese, che continua a custodire e
rilanciare l’eredità spirituale di don Enrico. Ai ragazzi orfani di un tempo si sono sostituite le nuove povertà: bambini non ancora nati salvati dall’aborto, madri in difficoltà, famiglie fragili accolte e accompagnate in un percorso di rinascita umana e sociale. Nel 2019 la Diocesi ha intitolato ufficialmente l’area alla memoria del
fondatore, dandole il nome di Cittadella della Carità “don Enrico Smaldone”. All’interno è presente anche
un’Oasi di accoglienza per minori e un Centro diurno per minori dedicati entrambi al sacerdote. «Siamo
onorati di custodire il luogo in cui il Servo di Dio ha consumato la sua vita nella carità sacerdotale», ha dichiarato don Silvio Longobardi, responsabile della Fraternità di Emmaus. «In questi anni abbiamo
promosso numerose iniziative per far conoscere la sua figura. Siamo pronti a collaborare con la Diocesi e con la Postulazione per valorizzare sempre di più la testimonianza di questo straordinario sacerdote della nostra terra, oggi servo di Dio».








