Il punto centrale della sua visuale riguarda proprio il significato di “giustizia giusta”, significato difeso a sinistra spesso travisandolo. La giustizia, appunto. Non quella che corregge l’errore a posteriori, ma quella che riesce a prevenirlo. Scopelliti ricorda come Tortora fu arrestato, umiliato e condannato in primo grado senza prove, sulla base di dichiarazioni fragilissime, all’interno di un sistema che – sostiene – finì per proteggere se stesso invece di interrogarsi sui propri errori. È in questo contesto che il Comitato per il Sì ha scelto di aprire ufficialmente i propri canali social.L’obiettivo dichiarato è informare i cittadini sul merito della riforma, chiarire i punti oggetto di disinformazione e riportare il confronto sul referendum su un terreno di fatti e contenuti, lontano dalle contrapposizioni ideologiche.