
Stamattina ero in palestra, quando alla personal trainer viene chiesto come avesse fatto merenda. La risposta semplice: «Un mandarino». Da lì è partita la discussione. «Eh ma meglio aggiungere le mandorle, così eviti il picco glicemico».
Ho sorriso.
La scena racconta perfettamente il momento storico che stiamo vivendo: l’alimentazione è un argomento sulla bocca di tutti.
Quante volte mi trovo a tavola con parenti, amici o conoscenti e si aprono discussioni su cosa faccia ingrassare o meno, su quali cibi bisogna eliminare e su cosa faccia bene in assoluto.
Tutti hanno il loro pensiero e sono pronti a darti un consiglio. Io preferisco non dire nulla, e se riesco anche non rilevare che sono nutrizionista.
Perché sul tema dell’alimentazione è davvero complicato dare una verità assoluta: tra “sapere” cosa fa male e applicarlo alla persona “unica” che ho davanti a me c’è un mondo.
Devo conoscere la persona, la sua vita, le sue abitudini, la sua età, il livello di stress, molto diverso da dire semplicisticamente:
•
abbina questo
•
evita quello
•
fai così
Abbiamo a disposizione una informazione senza pari, chat-gpt può elaborare una dieta su misura per te, ma spesso ciò che manca è la conoscenza di noi stessi come persone uniche e la consapevolezza di ciò che il cibo comporta sul tuo corpo e sulla tua mente.
Se fosse tutto così semplice saremmo tutti in forma senza un grammo di grasso in eccesso. Invece dobbiamo considerare che cibo e mente sono fortemente collegati e di conseguenza l’alimentazione non può essere una lista di consigli da applicare e di divieti assoluti: è un equilibrio che va gestito sulla persona sulle sue abitudini, lavoro, energie, età e tanti altri fattori.
La domanda giusta, quindi, non è: “Questo alimento fa bene o fa male?” ma: “In questo momento della mia vita, questo modo di mangiare mi fa stare bene?”
Mangiare bene non significa fare tutto “giusto”. Significa essere consapevole di ciò che ti fa bene oggi.
Giovanna Senatore
Biologa nutrizionista





