
Ho provato tristezza e sconforto alla notizia della morte di Giuliano Locatelli. Giuliano ed io fummo buoni amici per l’intera nostra esistenza, nutrendo ideali spesso condivisi.
Egli era il fratello minore del mio grande amico Goffredo, giornalista e scrittore indimenticabile, e come per Goffredo anche per lui io ebbi sempre sentimenti di ammirazione e stima.
Per alcuni anni il nostro impegno culturale e civile si ritrovò accomunato. Io lo seguii, infatti, nel suo lodevole tentativo (in linea con quello precedente del fratello Goffredo) di sprovincializzare l’informazione e il giornalismo salernitani. Egli fu l’anima di “Espresso del Sud” quando Goffredo passò a scrivere per “Paese Sera”; e soprattutto fu ottimo direttore e fondatore del periodico “La Città”, pubblicazione coraggiosa e impegnata che ebbe grande risonanza nel mondo della politica e delle istituzioni salernitane.
Ricordo che, su quel settimanale, mi pubblicò sempre tutti gli articoli che gli inviavo: resoconti e cronache dei Consigli comunali di Sarno, interviste, recensioni letterarie. Ottimo musicista, Giuliano partecipò anche a due dei miei spettacoli teatrali, con la sua chitarra: “La tarantella di Masaniello” (con Nando Catapano e altri amici musicisti e attori) e “L’eccezione e la regola” di Bertolt Brecht, cui donò le sue musiche originali eseguite da lui in scena.
Giuliano fu purtroppo tra i responsabili della morte del “Piccolo Teatro d’Arte”, nel 1974. Con altri, confuse infatti l’iniziativa teatrale (da me avviata e portata avanti per anni) con una sorta di “partito da conquistare”. Tuttavia egli fu anche il solo a rendersi conto dell’errore commesso (da lui e da altri) nell’indurmi alle dimissioni irrevocabili. Fu l’unico, infatti, a scrivermi che “la verifica c’era stata” e che solo con la mia guida l’iniziativa teatrale avrebbe potuto avere ancora un futuro.
Giuliano fu un uomo di cultura. Di grande fascino io trovai sempre i suoi acuti ragionamenti impregnati di buona filosofia e la sua apertura al nuovo, alla tecnologia e all’innovazione. Ricordo che egli fu anche un valido imprenditore: nel settore dell’informatica e dei computer. Al fratello Ettore, alla sorella Aurora, a tutti i familiari di Giuliano esprimo il mio sincero e commosso cordoglio. Con un forte abbraccio.





