
In esclusiva per la nostra redazione, Aliberti si è concesso ad alcune domande riguardo lo status di emergenza sicurezza che sta travolgendo la città di Scafati. Il dubbio posto, è se l’amministrazione abbia davvero compreso la gravità della cosa, alla fine la risposta si può interpretare in un “Si, ma non è colpa nostra…”. Poi, tutto sommato, non è che il paese Italia se la passi meglio di Scafati, dunque: una sorta di “Mal Comune Mezzo Gaudio”.
Esercenti e cittadini esasperati, vivono uno stato di emergenza e impotenza. Il territorio è palesemente in balia della criminalità: ladri, baby gang, disordine. Ma, gli amministratori, anch’essi riconoscono questo status? Ne sono realmente consapevoli? – “La disperazione dei cittadini onesti rispetto alla criminalità organizzata e alle baby gang è la stessa dei cittadini onesti del Paese Italia. Qui ci vogliono misure radicali, leggi speciali con cui aggredire davvero la criminalità che gestisce lo spacciatore, le baby gang, i ladri e chi crea scompiglio a Scafati così come in tutte le città della nostra nazione” –
Se si, quali azioni urgenti pensate di mettere in atto? – “Le azioni deve metterle in campo lo Stato perché non è possibile che un paese di 19 km² abbia una Tenenza con meno di 30 unità con la impossibilità di avere anche una macchina dei carabinieri che possa girare anche di notte. Noi abbiamo rafforzato la videosorveglianza raddoppiando quasi le telecamere che ci sono sul territorio cosa che ci ha portato a risultati di cui però non si parla sui giornali, ottenuti grazie all’azione messa in campo in sinergia tra la nostra Polizia municipale e i Carabinieri” –
È vero, pare, che l’amministrazione ha chiesto più volte un potenziamento delle forze dell’ordine. Anche l’ipotesi di un commissariato di Polizia e Guardia di Finanza. Cosa si può fare per ricevere risposte, soprattutto immediate? Di chi è la competenza e responsabilità? – “Potenziamento del numero dei Carabinieri, Commissariato di Polizia, Compagnia sono cose che abbiamo chiesto, in modo trasversale tutti e con tutti i governi. Sono le stesse cose che chiedono migliaia di comuni di questo paese Italia a tutti i governi che si sono succeduti. La verità è che abbiamo una mancanza numerica di Forze dell’Ordine sul territorio che, pure nella loro esiguità già fanno tanto, frenando una serie di attività criminali che andrebbero gestite a monte coinvolgendo ognuno per la sua parte, tutte le istituzioni presenti sul territorio” –
Intanto che si attendono risposte dall’alto, cosa si può fare, a livello comunale? Ad esempio, nei punti critici della città particolarmente teatro di episodi di violenza e criminalità? (Liceo Scientifico, Corso Nazionale, luoghi di ritrovo, Via Martiri d’Ungheria) – “Nei punti critici della città stiamo facendo già quello che bisogna fare tanto è vero che è cresciuto il numero degli arresti, chi causa una serie di episodi spiacevoli viene identificato ma spesse dopo qualche giorno di carcere ce lo ritroviamo per strada. Ci vogliono leggi più radicali rispetto alla criminalità organizzata e anche alla micro criminalità. Altrimenti, le attività svolte dalle Forze dell’Ordine vengono annientate da leggi che non danno la certezza della pena” –





