
Dell’Epifania conservo pochi ricordi, ma alcuni sono davvero meravigliosi. Il primo che affiora alla memoria è un orso di peluche che, da bambina, mi sembrava enorme per dimensioni. Me lo aveva regalato mio zio Andrea. L’ho conservato fino a poco tempo fa, poi non so che fine abbia fatto. Ero molto legata a quell’orso: dormiva spesso con me e riusciva ad allontanare incubi, paure, ansie.
Un altro ricordo bellissimo è legato alla casa di Barbie, completa di mobili e ascensore, che mia madre mi fece trovare ai piedi del letto quando avevo più o meno sette o otto anni. Fu un regalo del tutto inaspettato. Sapevo bene che i miei genitori non erano ricchissimi e quell’oggetto, all’epoca, era estremamente costoso. Parliamo della fine degli anni Ottanta.
Ma il ricordo forse più bello in assoluto è legato al mio papà, la persona che ho amato di più nella mia vita e che mi ha lasciato troppo presto. Io e mia sorella eravamo già grandicelle.
Io, ormai adolescente, forse frequentavo il ginnasio. Papà, probabilmente su suggerimento di mia madre, si era mascherato da Befana: un fazzoletto in testa, la scopa tra le gambe. Ridendo e quasi sogghignando, venne a portarci la calza piena di dolci nella nostra camera. Cercava di non farsi riconoscere, ma noi lo avevamo capito subito. Ridevamo, e poi lui scappò via.
Papà era alto, snello, bellissimo: impossibile non riconoscerlo. Ancora oggi, quando ripenso a quella scena, mi vengono le lacrime agli occhi.
Questi sono i miei ricordi dell’Epifania. Oggi, invece, sono io ad aver nascosto le calze piene di dolciumi e qualche balocco per mio figlio piccolo, insieme a calze più grandi e a qualche capo di vestiario per i due grandi. Ho preparato una calza anche per mio marito: un vecchio calzettone. Ed è già un miracolo che non ci abbia messo dentro il carbone.
Ebbene, in un momento come questo, mentre il presidente degli Stati Uniti d’America, un criminale da strapazzo, bombarda il Venezuela e rapisce il presidente Maduro con la moglie, mosso unicamente dall’interesse per il petrolio e per le ricchezze minerarie di quella nazione, in un momento in cui emerge con sempre maggiore evidenza la vera natura degli Stati Uniti d’America, incarnata dal suo capo, io mi rifugio in questi ricordi dolci e nell’attesa di una notte magica, resa tale dai miei figli.
Annalisa Capaldo





