
A cura di Giovanni Coppola
Da pochi giorni è iniziato il 2026: tempo di bilanci e prospettive anche per la politica scafatese. Quello che si chiude è stato un anno tutt’altro che lineare per l’amministrazione comunale, segnato da tensioni, passaggi delicati e da un clima politico spesso incerto.
Il 2025 resterà infatti negli annali come un periodo tortuoso, culminato addirittura nella convocazione di un consiglio comunale monotematico per discutere la sfiducia al primo cittadino. Un ostacolo superato, sì, ma non l’unico per il sindaco Pasquale Aliberti, che ancora oggi si trova a fare i conti con gli strascichi di una maggioranza apparsa più volte traballante e lontana da una reale compattezza.
Secondo indiscrezioni che filtrano da Palazzo Mayer, nelle ultime settimane si sarebbe addirittura aperta una fase di riflessione che guarda anche oltre gli steccati tradizionali, con timidi ragionamenti avviati con l’opposizione. Una possibilità maturata dopo il tentativo, poi naufragato, di ricompattare il centrodestra attraverso un confronto con l’acerrimo rivale Mario Santocchio, incontro che non ha prodotto gli effetti sperati ed è scemato in un nulla di fatto.
L’auspicio per “l’anno che verrà” (diceva il buon Dalla) è che l’amministrazione riesca finalmente a ritrovare serenità ed equilibrio, condizioni indispensabili per imprimere una svolta concreta a Scafati. Una città stanca, segnata da anni difficili, da episodi di mala amministrazione e da ripetuti commissariamenti, che oggi chiede stabilità, visione e risposte immediate ai suoi problemi.
Il sindaco Aliberti è chiamato a correre ai ripari, e a farlo in fretta. Anche perché sul territorio scafatese stanno emergendo nuove realtà civiche e politiche, pronte a intercettare il malcontento e a proporsi come alternative credibili per il futuro.





