
La vera sfida si è consumata tra gli assenti: Manfredi sindaco di Napoli e De Luca ex Governatore, che hanno lasciato la ribalta mediatica al Manfredi fratello del sindaco di Napoli e Fico neo-governatore. Prima seduta del nuovo Consiglio Regionale e prima sorpresa registrata: nasce l’atipico campo largo istituzione o semplicemente campo anti De Luca. L’elezione a Presidente del consiglio regionale di Massimiliano Manfredi ha fatto registrare una “convergenza istituzionale” da parte dell’opposizione.In una nota congiunta, i capigruppo Gennaro Sangiuliano (FdI), Massimo Pelliccia (FI), Massimo Grimaldi (Lega) e Francesco Iovino (Noi Moderati) sottolineano: “A fronte di un’apertura istituzionale del centrodestra che ha votato compatto Massimiliano Manfredi dimostrando rigore istituzionale e collaborazione nell’interesse dei cittadini campani, la maggioranza di centrosinistra si lacera nelle sue divisioni interne”. Dai banchi dell’opposizione si fa notare come al neopresidente siano mancati circa dieci voti provenienti dalla sua stessa coalizione. Lo scrutinio ha rivelato schede bianche e preferenze disperse su altri nomi, tra cui Trapanese, Fortini e una scheda nulla intestata a De Luca. “C’è stata inoltre una sospensione dei lavori irrituale — proseguono i capigruppo — con una maggioranza che ancora diserta l’aula e impedisce la costituzione dell’ufficio di presidenza. I fatti sono chiari nella loro oggettività: il centrosinistra parte male”.
Sull’esito del voto interviene Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Il monarca spodestato ha provato a manipolare ma è stato respinto-L’elezione di Massimiliano Manfredi rappresenta la prima sconfitta di De Luca e del deluchismo. Fino a pochi minuti prima dell’inizio del consiglio la maggioranza era profondamente spaccata”. Anche da Forza Italia arriva una lettura critica sulla tenuta della coalizione a sostegno del presidente Fico. Fulvio Martusciello e Massimo Pelliccia evidenziano la scelta di responsabilità del loro gruppo: “Abbiamo votato convintamente Massimiliano Manfredi ma bisogna prendere atto che la maggioranza ha problemi seri. La legislatura parte con franchi tiratori”.
Edmondo Cirielli, capo dell’opposizione, attribuisce i ritardi alle dinamiche interne al Partito Democratico piuttosto che al neopresidente Fico. “Non voglio enfatizzare perché dal punto di vista statutario, in teoria, ci sarebbero ancora dei giorni”, premette Cirielli. Tuttavia, definisce lo stallo un “segnale negativo”. Secondo l’esponente dell’opposizione, “è evidente che se fosse stato per il presidente, la giunta ci sarebbe stata. È un problema del PD che non riesce ad esprimere una linea anche trasparente nei confronti della popolazione. Bisognerebbe rapidamente mettere il presidente in condizioni di lavorare. Ci aspettiamo dei segnali di cambiamento e di discontinuità rispetto ai metodi utilizzati in questi 10 anni di sostanziale monocolore del PD, ma giudicheremo dai fatti concreti”.
La convergenza istituzionale è valsa anche per l’elezione dei due vice presidenti, Trapanese e Fabbricatore (non hanno partecipato al voto Mastella junior e quelli di Casa Riformista).







