
– “Scafati è la città che amo…” – Esordisce così, Vincenzo Cesarano, in una breve intervista rilasciata alla nostra redazione. Eh sì, uno frase di un personaggio storico che proprio di questi tempi, nel 1994, stravolse l’Italia.
La notizia della sua scesa in campo come candidato sindaco alle prossime amministrative ha suscitato grande stupore e curiosità. Ma come gli è venuto? – “Circa un mese fa, ero in un bar e notai personaggi politici e imprenditoriali di spicco parlare di politica cittadina. Da come lo facevano, mi sono detto: non sono inferiore a loro! In quel momento è scattata una molla” –
Si può discutere all’infinito, ma in una situazione social-politica imbruttita, Scafati sta per essere travolta da una romantica follia, diciamo pure inaudita – “Passavo per una desolata piazza Vittorio Veneto e ho avuto una visione. Lì dove, più di 20 anni fa, parlai da un palchetto per presentarmi alla guida della Scafatese. Alzai gli occhi e vidi un ragazzo che aveva affisso uno striscione che recitava: “Cesarano, Scafati Ti Ama”. Ecco, sarò il sindaco della gente!” –
Tante idee ed entusiasmo per l’ex presidente dei canarini – “Vedo una città confusa che non sorride più. Bisogna tirare fuori la vita, elemento che emerge solo quando ci sono delle manifestazioni organizzate dall’amministrazione, ma c’è eccome! Sorridere vuol dire serenità, che sicuramente passa per una stabilità economica per le famiglie, quindi lavoro. La gente ha paura di pronunciare la parola “politica”, ma dobbiamo ritornare a considerarla come l’originario termine greco: bene comune! Scafati ha un potenziale enorme, voglio dare il mio contributo” –
Ma da che parte sta Cesarano? Lo vogliamo sapere tutti! Da giorni se lo chiedono nei bar, in piazza, tra le strade. E’ sempre stato un uomo voltato alla destra, in verità… – “Non ho colori, ho solo tante buone idee. Chi le accoglierà e condividerà, quella sarà la mia scelta, indipendentemente dalla fazione! La mia massima aspirazione è poter governare una città fatta da tecnici. Nel senso che vorrei disporre del meglio nella mia squadra in quanto a competenze e capacità. No alle dinamiche politiche, parentopoli e personalismi” –
Signori, l’era Cesarano è appena iniziata e non si può più fermare. La città si prepari a un uragano mediatico e comunicativo come Cesarano ci ha abituato (nel calcio). Da questo punto di vista, sarà un degno concorrente di quel gigante oratore di Aliberti.





