
A cura di Giovanni Coppola
Ancora una volta l’Istituto Comprensivo Tommaso Anardi si distingue per la qualità e la passione con cui porta avanti il suo laboratorio artistico, ormai diventato un punto di riferimento per la comunità scolastica e cittadina. Già lo scorso anno avevamo avuto l’onore di raccontare un grande successo, ma quest’anno gli studenti delle classi terze hanno superato ogni aspettativa mettendo in scena “Natale in casa Cupiello 2.0”, una moderna rivisitazione della celebre opera di Eduardo De Filippo.
L’evento si è svolto presso il Teatro San Francesco di Scafati, gremito di pubblico e animato da applausi e risate. Sotto la sapiente direzione delle docenti Erminia Carotenuto e Rosaria Immacolata Careri, i giovani attori hanno dato vita a uno spettacolo intenso, divertente e ricco di emozioni, capace di far riflettere il pubblico sui valori della famiglia, dell’inclusione e della crescita personale.
La professoressa Carotenuto ha raccontato con entusiasmo – “È stata una bellissima esperienza che ha unito i ragazzi delle nostre terze in un’occasione di collaborazione e incontri scolastici. Il fine ultimo era proprio quello di coinvolgerli per diminuire quanto più è possibile la dispersione scolastica. Vederli lavorare insieme con tanta dedizione e passione ci ripaga di ogni sforzo: il teatro si conferma un potentissimo strumento di inclusione e crescita” –
Sulla stessa linea la professoressa Careri, che ha aggiunto – “Natale in casa Cupiello 2.0’ non è stato solo un evento teatrale, è stato un vero e proprio laboratorio di vita. È la dimostrazione tangibile che l’arte, con la sua carica emotiva e narrativa, e la didattica, intesa come metodologia inclusiva e concreta, possono e devono camminare insieme. Vedere questi ragazzi, spesso chiusi o demotivati, scoprirsi capaci sul palcoscenico e aiutarsi reciprocamente, ci fa capire che il teatro non è solo un’attività extracurricolare, ma un potentissimo strumento per costruire un futuro migliore per loro, basato sull’impegno, sulla collaborazione e sul senso di appartenenza alla nostra comunità scolastica” –
Il pensiero di chi scrive non può che essere profondamente positivo, e il motivo è semplice: iniziative come questa fanno crescere la scuola, l’inclusione, l’arte e – perché no – anche le persone. Fin quando ci saranno la forza, la voglia di fare e persone disposte a impegnarsi in attività così belle e significative: avremo sempre vinto tutti.





