
A cura di Giovanni Coppola
La chiacchieratissima vicenda delle variazioni di bilancio approvate a maggioranza semplice sembra non volersi chiudere. Dopo il consiglio comunale del 28 novembre, il sindaco — irritato per le critiche ricevute — aveva definito “ciucci” coloro che si erano opposti, minacciando persino di dimettersi perché – “la città merita amministratori all’altezza” -. Parole forti che hanno inevitabilmente alimentato ulteriori tensioni. Magari, come sostiene il primo cittadino, la maggioranza è nel giusto, ma il dubbio sollevato dalle opposizioni resta più che legittimo.
Il nodo è infatti giuridico prima ancora che politico: se lo statuto comunale prevede che il bilancio venga approvato con maggioranza assoluta, com’è possibile — si chiedono le minoranze — che le variazioni, le cui ricadute modificano lo stesso bilancio, possano invece essere approvate con maggioranza semplice? Una contraddizione apparente che merita chiarimenti formali.
Certo, il sindaco avrebbe potuto usare un tono più istituzionale, evitando espressioni che hanno inevitabilmente alzato il livello dello scontro. Nel frattempo le opposizioni non sono rimaste a guardare e hanno deciso di rivolgersi al Prefetto, e non solo: la questione è stata sottoposta anche ad altri organi competenti affinché si esprimano sulla corretta applicazione delle norme.
Perché, se è vero che in diritto amministrativo spesso si applica il criterio dell’analogia, è altrettanto vero che la cosiddetta “norma primaria” — in questo caso la maggioranza assoluta — potrebbe prevalere anche per gli atti che incidono direttamente sull’impianto del bilancio.
Una questione che sembra semplice, quasi tecnica, e che invece si sta rivelando tutt’altro che banale. Ci saranno sicuramente aggiornamenti.





