
“Il Provinciale” è un personaggio che ha pronunciato molte frasi di resistenza e resilienza, come: “Rido anche quando è dura” e “La mia risata non nasce dalla leggerezza. Nasce dalla fatica”. Altre citazioni celebri includono: “La mia risata è una crepa aperta nel muro della paura” e “Finché riesco a ridere così, non sono finito. Sono vivo”.
Amanti della politica, sempre di meno, non temete: a fine dicembre scade il mandato dei consiglieri della Provincia di Salerno. Si dovrebbe andare a votare subito dopo l’Epifania, aspettando l’esito del fondamentale congresso Pd, che eleggerà uno tra Coscia e Mazzeo. Stavolta, ancora una volta, non ci sarà bisogno della gente. Essendo incompiuta la riforma della riforma (ovvero il ripristino dell’ante Renzi), sarà di nuovo elezione di secondo livello: saranno i consiglieri comunali di tutta la Provincia, tranne che dei comuni commissariati, a scegliersi i rappresentanti di maggioranza e opposizione. Naturalmente sono fuorigioco quelli che appartengono a comuni prossimi al voto (ad esempio Cava o Angri). Il resto sarà figlio certamente della decomposizione che le Regionali hanno originato in tutti gli schieramenti. Il centro-sinistra parte favorito, se non altro per il numero di amministratori che può vantare sul territorio. Sarà divertente capire come e dove avverrà, per tutti, la caccia al voto, sconfinando magari in comuni diversi da quello d’appartenenza. Si voterà solo per i consiglieri. Il Presidente, ovvero Napoli (in attesa che De Luca lo detronizzi), sindaco di Salerno, è stato eletto pochi mesi fa. A gennaio, in molti casi, scatterà il premio di consolazione: niente Regione, ma eccoti per andare avanti una ragione.








