
La mancata entrata di Rosaria Aliberti in Consiglio regionale ha lasciato più di qualche strascico politico in città. L’esito delle urne ha infatti generato malumori e tensioni all’interno della maggioranza, con ripercussioni dirette anche sul clima politico di Palazzo Mayer. Insomma, c’è una netta aria di terremoto all’interno della giunta. Aliberti ci pensa.
Secondo indiscrezioni, il sindaco non avrebbe gradito il livello di sostegno offerto dalla propria squadra amministrativa durante la campagna elettorale, ritenuto insufficiente a garantire alla figlia il risultato sperato. Voci di corridoio parlano di un primo cittadino visibilmente contrariato, al punto da valutare un possibile riassetto della giunta, con cambiamenti che potrebbero coinvolgere più di un assessorato.
Azzerare tutto e teste che saltano, di questo si tratta. Parafrasando il titolo del suo recente libro “Qualcuno ha giocato a nascondino…”. Si, tra i suoi fedelissimi di sempre aleggia la mannaia del tradimento per non aver sostenuto, peggio ancora, supportato altri.
Quando si parla di fedelissimi non si può fare altro che pensare alla first lady locale di Forza Italia, Teresa Formisano (vicesindaco). La Formisano è cresciuta e pasciuta al fianco di Aliberti, figura poi diventata quasi ombra. E già, la Formisano, da tempo, ha tutte le carte in regola per camminare da sola: come candidata sindaco, ma soprattutto era lei il profilo adatto, secondo gli “esperti politicanti”, alla candidatura regionale.
Diego Chirico, attuale assessore al bilancio, è un altro soldato scelto dell’esercito alibertiano, altro buon profilo sul quale si sarebbe potuto puntare.
Giovanni Di Palma (assessore allo Sport e Lavori pubblici), molto più recente nel percorso politico, ma da sempre, anche da cittadino, sostenitore di Pasquale. Meno quotata la sua candidatura alla Regione, ma… perchè no?!
Invece, Aliberti ha scelto di candidare la figlia, praticamente in linea con l’allora candidatura della moglie, Monica. Proprio in quell’occasione accadde lo stesso. La flotta di Aliberti, in pieno splendore e forza politica, andò man mano sgretolandosi poiché fu vista come una scelta di accentrare il potere soltanto su di lui, oltre che una mancanza di fiducia verso elementi quotati per ricoprire il ruolo di consigliere regionale.
L’atmosfera, dunque, resta carica di incertezza. Tutti gli occhi sono ora puntati sulla seduta del Consiglio comunale convocata per venerdì 28 novembre, che potrebbe rivelarsi decisiva per comprendere gli equilibri futuri della maggioranza. Sarà l’occasione per misurare la compattezza del gruppo e capire se i malumori delle ultime ore si trasformeranno in scelte politiche concrete o se prevarrà la linea della stabilità.





