
Ci sono voluti un paio di giorni per somatizzare l’esito delle ultime elezioni regionali e farci davvero i conti. Questo non sarà un articolo fondato su grafici e percentuali, ma su un’osservazione politica, culturale e sociale, etica, spontanea e sincera, com’è nel mio stile.
La politica la conosco e l’ho praticata a lungo, non a chiacchiere e non all’ombra di padri o padroni. L’ho sempre interpretata a modo mio. Per questo non posso fingere sorpresa davanti a un dato che è insieme vecchio e attualissimo: maschilismo e patriarcato dominano ancora la scena politica. Le donne faticano non solo a essere elette, ma perfino a immaginarsi ai vertici della cosa pubblica, salvo appoggi interni, amicizie strategiche o altri “aiuti”. Lo dimostrano, molto più di qualsiasi analisi, i numeri: 42 consiglieri regionali uomini e appena 8 donne.
Durante questa campagna elettorale ho accompagnato un’amica storica, curandole la comunicazione. Potevo seguire la moda del momento: rinominare il mio gruppo Facebook da 6.000 follower e attribuirglielo, come hanno fatto in molti, così da far credere al cittadino medio che quella candidata avesse già un seguito imponente e che il suo voto non sarebbe andato perso. Non l’ho fatto. Ho preferito creare per lei una pagina nuova, che in un mese ha superato le 55.000 visualizzazioni. Poco più di 500 follower reali, ma veri. Ho scritto articoli, realizzato dirette, video, contenuti. L’ho fatto per amicizia, senza nulla in cambio e senza appoggiare la sua coalizione, lei di destra, io di sinistra. Fine della storia.
Quello che resta, però, è la convinzione che in questa campagna serrata pochissimi possano camminare a testa alta. La maggior parte dei candidati non ha esitato a usare provocazioni, insulti e mezzucci pur di raccogliere voti. Tutti parlavano di programmi mirabolanti, promesse spettacolari, ma di politica vera, quella che richiede studio, competenza, visione, quasi nessuno.
La verità non offende gli onesti, e io l’ho sempre detta. Forse anche per questo oggi lascio la politica a chi di politica capisce poco, pur sapendo che non avrei nulla da invidiare a molti, uomini e donne, in termini di capacità amministrativa. Non è vanità, è constatazione: negli anni ho maturato competenze reali, e non sono pochi a chiedermi perché non mi sia più candidata. La risposta è semplice: la politica è fatta di compromessi che non mi appartengono, di vigliaccherie e di dinastie di figli d’arte raccomandati, proprio come nel mondo del lavoro.
La questione meridionale cara a Gramsci oggi è più viva che mai: la ritrovo nell’amministrazione locale, in quella nazionale e nello spettacolo spesso grottesco delle recenti regionali.
Oltre ai numeri più citati, ci sono dati passati sotto silenzio. Solo tre consiglieri eletti sono under 35, a conferma di un’età media che arriva a 51 anni. Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi, pace all’anima sua, ha eletto un consigliere in tutte e cinque le province. Un dato politico non irrilevante che rinnova la fine delle ideologie e della politica come io la intendo. Così come non lo è il fatto che, 4 eletti del centro destra cinque anni fa erano stati eletti nel centrosinistra.
(Qui dovrebbe partire la canzone di Gaber “destra e sinistra” ).In molti, poi, non sono proprio andati a votare: l’astensionismo ha superato la metà degli aventi diritto, e questo dice moltissimo sullo stato della nostra democrazia, forse ancor prima che sulla nostra civiltà.
Nella circoscrizione di SALERNO l’esclusione più clamorosa è, senza dubbio, la mancata rielezione di TOMMASO PELLEGRINO nelle fila di CASA RIFORMISTA perché il conteggio dei resti ha avvantaggiato la lista in altre circoscrizioni non facendo scattare il seggio a Salerno.
Concentrandomi brevemente sulla provincia in cui risiedo, Salerno, nella lista del PD non trovano la rielezione in consiglio ANNA PETRONE e NELLO FIORE e nemmeno l’ex deputato figlio d’arte FEDERICO CONTE. Nella lista del M5S non viene rieletto MICHELE CAMMARANO. Nella coalizione di CENTRODESTRA restano fuori il consigliere uscente NUNZIO CARPENTIERI con Fratelli d’Italia dove anche gli ex consiglieri regionali SALVATORE GAGLIANO ed ERNESTO SICA non trovano la rielezione. Nella Lega resta fuori, a sorpresa, l’ex rettore e consigliere uscente AURELIO TOMMASETTI.
Unica consolazione é che almeno abbiamo scongiurato il peggio della compagnia saltellante.
Mi auguro, e lo dico con scarso entusiasmo, che i nuovi consiglieri e le poche consigliere non facciano peggio di chi li ha preceduti. Non provo invidia, solo una amara consapevolezza di chi ci governerà. E se è vero che non c’è mai fine al peggio, mi auguro almeno che questa volta non ci tocchi scoprirlo.
Annalisa Capaldo





