
Michael Sandel all’IPE di Napoli: una lezione internazionale su merito, giustizia e mobilità sociale
Grande partecipazione e un confronto di altissimo livello scientifico presso l’Aula Magna dell’IPE – Istituto per ricerche ed attività educative – dove si è svolto l’evento “Merito e Mobilità Sociale”, organizzato dall’IPE in collaborazione con la Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (CCUM) e con la presenza delle più alte istituzioni cittadine, accademiche e nazionali.
A dare il saluto iniziale sono stati Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, Raffaele Calabrò, Presidente dell’IPE, e Carla Bisleri, Presidente della CCUM, sottolineando l’importanza strategica dei Collegi Universitari nella valorizzazione dei giovani talenti.
Protagonista della giornata è stato Michael Sandel, docente di Harvard University e uno dei filosofi contemporanei più influenti al mondo.
Il convegno ha portato al centro dell’attenzione i risultati della ricerca condotta dal Centro Studi IPE, diretto dal prof. Gaetano Vecchione, sul ruolo sempre più cruciale dei Collegi Universitari di Merito nel sostegno agli studenti talentuosi, soprattutto quelli provenienti da contesti fragili, e nella promozione di percorsi di alta formazione capaci di favorire la mobilità sociale.
Durante l’incontro, Sandel ha lasciato un messaggio intenso e fortemente ispirazionale per i giovani presenti:
«Offrire opportunità agli studenti che altrimenti non potrebbero permettersi un’istruzione non è solo un atto di equità: è un investimento nel bene comune. Chi riceve sostegno per studiare ha poi la responsabilità civica di restituire, aiutando coloro che non hanno avuto gli stessi vantaggi. La meritocrazia può essere una forza positiva solo se non diventa una competizione che umilia chi resta indietro, ma un percorso che apre porte e ricuce disuguaglianze».
A questo messaggio si è collegata la riflessione del Presidente dell’IPE, Raffaele Calabrò, che ha sottolineato il valore sociale del merito:
«L’aspetto sociale è fondamentale per superare il divario che ancora oggi penalizza molti giovani. Il merito non può essere confuso con il semplice successo economico: è, piuttosto, la qualità del contributo che ciascuno restituisce alla società che gli ha dato tanto. Chi riceve opportunità deve sentirsi chiamato a rispondere con impegno e responsabilità verso la comunità.»
Sulla stessa linea, il prof. Gaetano Vecchione dell’Università Federico II di Napoli ha evidenziato la necessità di una revisione culturale del concetto di merito:
«Bisogna ripensare l’idea di merito, che non può più essere associata esclusivamente al successo economico o alle logiche di mercato che impongono attività fortemente orientate al denaro. È necessario ritrovare un significato di merito più attento al bene comune, capace di orientare le scelte individuali e istituzionali verso l’interesse collettivo».








